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10 Agosto 2021
Ascolto: Miserere mei, Deus – G. Allegri

Non ho mai avvertito l’energia del sabba del 1 (o 2) di Agosto, nemmeno quando la nostra, era una piccola coven di quattro persone, più intima, raccolta, dedita e sicuramente più spirituale: non c’è atmosfera, non c’è energia, la ruota dell’anno compie uno dei suoi giri sì, ma lo fa con grande fatica.
I Celti chiamavano questa festa “Lughnasadh” termine che deriva dal dio solare Lugh; è chiamata anche Lammas, parola che invece ha una radice più anglosassone; per entrambi era la prima festa del raccolto.
Anche noi Italiche genti possiamo chiamare questa festa “Raccolto”,
ma dobbiamo necessariamente attribuirgli un significato spirituale di “traguardo evolutivo personale” per consolidare i frutti raccolti dentro di noi, perché, in senso strettamente agricolo, all’inizio di Agosto in Italia, il primo raccolto è già andato da un bel pezzo.

ll grano si miete in Giugno, ad Agosto invece, potrebbe già esserci il grano turco da tavola (come mangime animale o per la farina si attende Settembre).
Tirando le somme, alle nostre latitudini, se si volesse conferire mero senso agricolo alle festività, il primo raccolto
dovrebbe essere ricordato/festeggiato alla fine di Giugno e quello di Agosto essere solo il secondo.
Di questo passo, il Sabba dell’Equinozio di Autunno, chiamato anche “Secunda” (da “secondo raccolto”), diventa il terzo, lasciando alla Calenda di Novembre, l’appellativo di “ultimo sabba del raccolto” perché tutto ciò che cresce sulla terra dopo il 31 di Ottobre, per tradizione e superstizione, appartiene ai defunti.

Tutta questa omelia per arrivare a dire che il sabba del primo di Agosto, idealmente, dovrebbe mirare ad ottenere un consolidamento dei risultati di crescita personale ottenuti durante l’anno, cercando di conoscere meglio se stessi, di raccogliere ciò che abbiamo seminato nel bene e nel male per poter risvegliare le nostre facoltà.

Poi ci sono io che, Raccolto o no, accendo il condizionatore, mi metto sotto e aspetto l’autunno.

Da qualche anno, per questa festa ospito due cari amici che  seguono entrambi la via dello Sciamanesimo Andino, non mi va proprio di tirare fuori ceri, pentacoli, coltelli rituali, di aprire un cerchio e chiamare gli elementi, quindi chiedo loro di venire e fare una cerimonia di ringraziamento alla Madre Terra che si chiama “Despacho” che consiste nell’offrire cibo e fiori alla Madre Terra appunto, chiamando prima i propri maestri di vita e i Numi Tutelari della zona (monti, fiumi, colline..) ad assistere alla cerimonia. È semplice ma bella e coinvolgente e mentre si fa, si mangia! ^_^
Questo è stato il nostro Despacho:

che poi si "impacchetta" e si mette ad ardere nel camino:

Le ferie estive poi sono arrivate e anche volate via in un attimo, ho pulito TUUUTTA la casa da cima a fondo sia fisicamente che in senso “energetico”.
I miei lavori creativi stentano a ripartire (compreso questo blog ç_ç), probabilmente non è il momento giusto, ma anche questo, verrà.
La mia attività 
stregosa, invece, procede come sempre, ho prodotto olii, unguenti, coni e stick di incenso, sfumini (smudge stick) con le erbe nuove del mio adorato orticello; ho provato nuovi ingredienti e nuove misture per le celebrazioni a venire, non vedo l’ora di portarveli e farveli provare ^^ E non vedo l’ora che sia autunno per aggiungere anche gli inchiostri.
Siccome poi, non si finisce mai di imparare e anche nel posto o nel momento più inverosimile, è possibile trovare uno spunto che ci porti ad un risultato o ad una scoperta, ho cambiato il mio modo di fare gli smudge stick, li ho sempre fatti con le erbe fresche, legati come i salami e messi a seccare, poi ho visto quelli di "Le Erbe di Jan" su Instagram, belli ciciotti, ho chiesto e lei mi ha consigliato di farli con le erbe già secche. Mi si è aperto un mondo quindi vi ho registrato un video:

Ho in programma per l'anno prossimo, di far riposare l'orto perché lo sfrutto da più di cinque anni; non che quest'anno sia stato poco produttivo, ma ho la sensazione che sia una cosa da fare. Vedremo.

Un grazie di cuore e tutti quelli che mi leggono, guardano i miei video e lasciano un commento o mi scrivono in privato, mi fate tanta compagnia.

Sara

PS Se volete rimanere in contatto con me, per parlare di stregoneria, erbe, incensi, misture, resine, cristalli o di qualsiasi cosa vi vada di parlare, mi trovate tutti i giorni sul mio Instagram “acasadisarina”.

Dissertazione paranoica sui sabba estivi e lavoretti stregosi

mercoledì 11 agosto 2021

Leggi anche la parte I II III IV V VI VII e VIII 
Ascolto: A. Vivaldi - Concerto RV 428 in Re maggiore - Il Gardellino – Allegro.
Oggi sole, freddo.

Vorrei condividere qualcuna della mie ricette per misture con voi.
All'inizio ho attinto dai libri (lo faccio ancora), ho preso le ricette, le ho usate, modificate, ho mischiato ingredienti e ne ho create a seconda dei miei gusti. Non ho ricette segrete che tengo soltanto per me, anzi, il mio intento è quello di diffondere la parte importantissima della spiritualità pagana che sono le misture., il problema della condivisione è che magari, essendo appassionata da decenni ho a disposizione più materiale e utilizzo ingredienti particolari, ma non certo che non voglio condividere.
In Accademia, abbiamo una raccolta di ricette per misture
che comprende anche quelle di quando abbiamo cominciato a celebrare con il primo gruppo nel 2002 e l'Accademia non c'era ancora; ad ogni Giro di Ruota "rinnoviamo" le ricette e tramandiamo a chi ci fa l’onore di seguirci.
Siamo sempre alla ricerca della mistura giusta per il giusto momento:
ci mettiamo al tavolo con carta e matita per unire cervelli, materiali, significati simbolici e tradizione; ricordo qualche tempo fa che abbiamo girato le erboristerie di mezza Torino alla ricerca dell’Eufrasia e che non trovandola, l’abbiamo
sostituita con l’uvetta sultanina! ^_^

CONCETTO di RINNOVO
Quando troviamo la mistura perfetta per noi e il nostro scopo, la usiamo ma non la terminiamo mai; vi spiego.
Prima di tutto, scriviamo accuratamente, precisamente e con dovizia di particolari (compreso il tempo meteorologico ^_^) gli ingredienti e le dosi.
Quando il contenitore della mistura è ad un quarto dall’essere esaurito rinnoviamo la miscela con gli stessi ingredienti e nello stesso modo. Rinnoviamo questa pratica da due decenni perché crediamo che in questo modo, la mistura crei dei ricordi di tutto il tempo e dei rituali e delle celebrazioni che ha vissuto. 

Quindi il difficile è stato trovare ricette da proporvi con ingredienti facilmente reperibili e non troppo costosi, ho fatto del mio meglio.
Il consiglio della Strega Sarina: se cercate nei post precedenti ci sono altre ricette nascoste qua e la ^_-

PROCEDIMENTO
Accendete una candela (io ascolto spesso musica ambient o le campane tibetane o i suoni della natura o quelle musiche "neurali"...), sedetevi in posizione comoda con il necessario per la fumigazione davanti a voi gettate la mistura sulla pietra rovente o sul carboncino.
.
Visualizzate una nube viola (il colore della magia) che vi circonda, diventa sempre più grande, riempie la stanza e voi stessi (se siete maghi della visualizzazione potete anche tenere gli occhi aperti). Fumigate finché il fumo vi circonda. Continuate per qualche minuto a visualizzare la nube che entra nella stanza e che vi pervade, desideratelo fortemente e alla fine siate convinti del fatto che il vostro intento è raggiunto. 
Vi ricordo che tutti gli ingredienti, devono essere ben secchi.

RICETTE

1. Portare spiritualità e magia nell'ambiente. 
Resina di Abete Comune 1 parte
Aghi di Abete Comune    2 parti
Bacche di Ginepro           1 parte
Olibano                        3 parti
(per misurare le parti potete usare un cucchiaino)
Pestate nel mortaio le resine e le bacche di Ginepro un ingrediente per volta, tritate gli aghi di abete con la mezzaluna, amalgamate bene tutti gli ingredienti.
Uso questa mistura quando voglio “fare o iniziare qualcosa di magico”, quando sento che intorno a me non c’è magia e voglio che ritorni, quando sto per celebrare un sabba o un esbat e voglio riportare nell’ambiente la spiritualità adatta al quel momento 

2. Sognare ciò di cui abbiamo bisogno per guarire.
Foglie di Salvia        3 parti
Aghi di Rosmarino  1 parte
Aghi di Ginepro       1 parte
Olibano                    2 parti

Sbriciolate le foglie di Salvia e togliete gli aghi di Rosmarino e di Ginepro dai rametti, pestate l’Olibano nel mortaio. Amalgamate bene tutti gli ingredienti ed seguite la fumigazione come spiegato per la prima ricetta.
Questa miscela libera le energie della Natura per intervenire nelle guarigioni favorendo sogni in cui avremo le risposte di cui abbiamo bisogno su come “guarire”.

3.
Protezione dalle energie negative e contatto con quelle positive.
Legno di Abete Comune  1 parte
Corteccia di Pino            1 parte
Legno di Ginepro            1 parte
Olibano                           4 parti

Riducete in polvere gli elementi legnosi usando una lima o un potente tritatutto (oppure acquistate le polveri già pronte), pestate l’Olibano nel mortaio e amalgamate bene e fumigate come spiegato nella prima ricetta.
Il fumo
balsamico di questa ricetta fornisce protezione contro le energie negative e ci mette in contatto con quelle positive.

4. Calmare, riequilibrare, favorire il “sonno” la notte prima del sabba.
Rosmarino                          1 parte
Resina e corteccia di Pino   4 parti
Bacche di Ginepro              1 parte
Olibano                               2 parti

Togliere gli aghi di Rosmarino dai rametti, pestare accuratamente nel mortaio, prima la resina e la corteccia di Pino, poi l’Olibano, aggiungere le bacche di Ginepro.
Questa miscela ha un profumo resinoso, “arcaico” da fumigare la sera che precede il sabba. Predispone al contatto con le forze della Natura e ai misteri della Dea.

5. Visualizzazione, meditazione, reiki, concentrazione (centering), radicamento al terreno (grounding).
Olibano                       1 parte
Mirra                           1 parte
Benzoino di Sumatra  1 parte

Pestate nel mortaio i tre ingredienti fino ad ottenere una polvere grossolana.
È utile fumigare questa miscela prima di ogni attività come gli importantissimi esercizi di visualizzazione per la pratica magica, il Reiki, la meditazione, il radicamento e la concentrazione. Seguite le istruzioni riportate all’inizio, ma usatela a piccole dosi perché si tratta di tre “basi” per misture molto potenti usate contemporaneamente                                                

6. Prendere decisioni
Mirra         3 parti
Cannella   1/2 parte
Storace     1/2 parte
Verbena      3 parti

Pesate bene la mirra nel mortaio fino a ridurla in polvere grossolana, unite la verbena, lo storace e la cannella e amalgamante bene.
Questa mistura dissipa l’indecisione, rischiara la mente sul da farsi e aiuta a prendere decisioni, da quella più semplice a quelle più importanti. Seguite il solito procedimento per la fumigazione.

7. Guarigione.
Canfora             1/2 parte
Olibano             3 parti
Fiori di Lavanda  1 parte
Mela essiccata    1 parte

Pestate l’Olibano nel mortaio
fino a polvere grossolana e riducete la Mela il più passibile, aggiungete i fiori di Lavanda, e la Canfora (attenzione alle dosi perché la canfora copre tutto), amalgamate bene e fumigate. In tempi normali (non Covid) la mistura è perfetta per quando in casa c’è l’influenza (il male stagionale), si è tutti malaticci e la cosa si protrae per settimane. Si sente subito il cambiamento delle energie nell’aria e in poco tempo l’influenza se ne va.

8. Avere nella propria vita autostima, considerazione e amore
Mirra                                           
3 parti
Storace                                        
1 parte
Petali di Rosa                              
3 parti
Zafferano
(in polvere o stimmi) 1 parte

Sbriciolate i petali di rosa con le mani, pestate la mirra nel mortaio e aggiungete lo Storace e lo Zafferano, miscelate bene e fumigate.
Usate questa mistura quando sentite
di avere poca autostima e la cosa si riflette anche sugli altri portandovi ad avare poca considerazione, Usatela con cautela perché è molto potente.

9.
Risvegliare la creatività
Legno di Sandalo      1 parte
Mirra                         1 parti
Petali di Rosa            1 parti
Benzoino Sumatra     1 parti

Pestate nel mortaio il Sandalo o acquistatelo in polvere, fate lo stesso per la Mirra e il Benzoino, aggiungete la rosa sbriciolata con le mani.
Questa mistura risveglia le capacità creative e libera la fantasia.

10. Dar sfogo alle proprie emozioni.
Olibano         3
parti
Coriandolo    1
parte
Dammar        1
parte
Salvia         1/2 parte

Sbriciolate le foglie di Alloro e pestate nel mortaio l’Olibano, il Dammar e il Coriandolo, mescolate bene.
Questa mistura interviene quando ci si sente bloccati, quando si sente un groppo in gola, quando si ha bisogno di piangere. È il Dammar che fa fluire le emozioni e il
Coriandolo potenzia l’azione.

11. Divinazione
Alloro                   1/2 parte
Mirra                     2 parti
Benzoino               2 parti
Legno di Sandalo  1 parte

Mirra e Benzoino vanno pestati nel mortaio e ridotti a polvere grossolana, si aggiungono le foglie di alloro sbriciolate e il Legno di Sandalo.
Da fumigare per preparare se stessi e l’ambiente alla divinazione e durante il consulto, con qualunque mezzo divinatorio.

12. Il contatto con la divinità.
Olibano                3 parti
Resina Mastice
    1 parte
Fiori di Lavanda  1 parte
Petali di Rosa      1 parte

L’ultima mistura che vi propongo è la più importante, cioè quella per
sentire la presenza della divinità. quando abbiamo veramente bisogno di una mano sulla spalla.
Pestate l’Olibano
e il Mastice nel mortaio separatamente e sbriciolate la Lavanda e la Rosa. ben secche.
Chiudete gli occhi e immaginate che il fumo della mistura arrivi fino alla Dea, lasciate che il profumo vi aiuti a guardare in alto e che vi trasmetta una sensazione di luce.

P
er ora mi fermo qui, ma vi assicuro che in futuro non mancheranno altre ricette e altri esperimenti.
Prendete queste misture, provatele, modificatele sui vostri gusti e su ciò che avete a disposizione, fatele vostre, sono solo basi su cui costruire il vostro personale ricettario magico per la vostra pratica magico/stregonica.

Considero concluso questo viaggio profumato
che abbiamo compiuto attraverso le resine di creature meravigliose che ci circondano e di cui spesso non ci accorgiamo nemmeno.
Grazie a chi mi ha seguito, spero di esservi stata utile.
Sara

Scuola di Incenso (nove). Dodici ricette per misture.

domenica 17 gennaio 2021

Leggi anche le parti I II II IV V VI e VII

Ma dopo tanta teoria, tanti nomi in latino e dopo aver fatto il giro del mondo su spire di fumo profumato, adesso che conosciamo questa montagna di resine, cosa ci facciamo?
Non voglio lasciare fuori nessuno, non mi interessa escludere chi non ha mai tenuto in mano un grano di Olibano, anzi.
Avrei speso meno e meglio se, quando ho iniziato a comprare, avessi avuto qualche consiglio. Quindi mi scuso se a qualcuno, ciò che segue sembreranno banalità.

La prima cosa da fare è procurarsi le resine e non facile come dirlo, non c’è un grande mercato nemmeno nel duemila ventuno, ma rispetto a venti anni fa, le cose sono migliorate molto: la new age, le discipline orientali e film e serie fantasy hanno aiutato noi pagani a sdoganare molti aspetti della nostra pratica inclusa la fumigazione e di conseguenza le resine che servono a tale scopo.
Poi, non sempre quello che si trova è di buona qualità, (attenzione anche ai prezzi) ma se vi appassionerete, con il tempo riuscirete a riconoscere subito un buon prodotto da uno scadente, anche in fotografia.
Avendo letto ciò che ho scritto del Sangue di Drago, lo comprereste questo nell’ immagine?

Avrete bisogno le resine dicevo (se vuoi sapere dove reperirle, chiedimelo), ad esempio potreste cominciare con Olibano, Mirra e Storace o Benzoino, massimo cinquanta grammi per specie sono fin troppi per fare diverse prove e farvi un’ idea di cosa, come sono e se vi piacciono o no; la vostra corteccia cerebrale comincerà a registrare i profumi creando nuovi ricordi.

Poi avrete bisogno un supporto, all’inizio non comprate incensieri costosi, un vecchio piattino sacrificabile (perché con il gran calore a volte, si spaccano), di ceramica, di terracotta o di pietra andrà benissimo, evitare il vetro che si spacca più facilmente, i materiali infiammabili come il legno e il bambù e quelli brutti come la plastica e la resina
Poi bisogna creare una barriera tra il piatto e la fonte di calore: qualcuno consiglia di mettere una manciata di sale grosso, funziona, ma a me non piace, non so spiegarvi bene il perché quindi non lo faccio. Adesso uso le ceneri di un ventennio di fumigazioni (in mancanza potrei usare la cenere del camino), all’inizio, non mi ricordo perché, ero andata a comprare la sabbiolina per gli uccellini (i misteri di Sarina).

Le pastigliozze di carbone, invece, sono da comprare. Ne esistono a bizzeffe di diverse dimensioni e le vendono dappertutto e siccome invece le resine non si trovano, non capisco vendendo i carboncini, cosa pensano che la gente ci bruci sopra ^^' (ma forse vanno bene anche per il narghilè).

Quelle piccine sono da 2,2 cm, sono perfette se c’è poco tempo ma non volete rinunciare al vostro pizzico di incenso, per una mezz’oretta di meditazione, divinazione o centramento e per non usare una pastiglia più grossa e poi sprecarla.
Quelle medie sono standard, intorno ai tre centimetri e ce ne sono un milione di marche, mi sono spaccata il cervello per trovare quelli italiani perché si dice (chi le dice ‘ste cose, non si viene mai a sapere) che siano meglio degli altri... le ho provate, ho notato piccole differenze.
Quelle grandulone, invece, sono da quattro centimetri e per me sono una scoperta nuova e graditissima, ci sono anche da cinque cm, ma si trovano solo in confezione da cento pezzi e costano un occhio. Non vi so dire quanto tempo durino con esattezza i diversi formati e ciò che è indicato sulla scatola spesso non corrisponde alla realtà. Tutto dipende dalle esigenze e dalla pratica di ognuno.
Tutti e tre questi formati, contengono salnitro (nitrato di potassio KNO3) che è ciò che li fa accendere; il salnitro è igroscopico, cioè assorbe l’acqua dall’ambiente circostante, per cui questi cosi sono da tenere all’asciutto: io li tengo in un vaso ermetico pieno di sale, ma comunque, dopo un po’ fanno fatica ad accendersi.

Un altro inconveniente di queste pastiglie di carbone è che una volta accese puzzano di carbone (ma vaaaa???), le migliori solo per i primi minuti, quelle di minore qualità, per tutta la combustione.
Questo da adito a due co
nseguenze di cui tenere conto (torno seria) una è che non tutti amano l’odore di carbone e anzi, tanti non lo sopportano proprio, la seconda è che, se volessimo essere precisi (io in realtà non me ne curo), anche le sostanze contenute nel carboncino potrebbero avere una valenza magica (ad esempio associata a Marte) e andare a sminuire o accrescere le proprietà delle sostanze che poi andiamo a fumigare o addirittura ad inficiare il risultato delle nostre operazioni (spero di essermi spiegata). 
Ci sono un paio di soluzioni a questi due problemi.
Una delle due sarebbe (condizionale) quella di usare il cubotto che si vede in foto; è carbonella di legno di cocco del tutto naturale, senza salnitro, è inodore e una volta acceso, dura un’ eternità, ma a sperare che si accenda, ci vuole veramente tanta fede negli Dei, oppure un drago sputa fuoco. Sono riuscita ad accenderli una volta tenendolo con una pinza sul fornello a gas per più di cinque minuti, la seconda volta mettendolo su un pezzo di brace nel camino. Insomma sono poco pratici.
(Se vuoi sapere come reperire questi oggetti, chiedimelo).
L’ ultimo arnese indispensabile è una pinzetta di qualche tipo (anch'essa sacrificabile perché diventerà irrimediabilmente nera) per tenere il carboncino che sulla fiamma diventa immediatamente incandescente.
Per molti, il fatto di accendere un carboncino sarà un'azione abituale, ma mi rendo conto che per molti altri potrebbe non esserlo quindi ve lo mostro.

Non credo ci sia molto da spiegare ma se avete domande, sono qui apposta.
Come potete vedere nel video, gettando la resina sul carbone ardente, si sviluppa immediatamente una grande quantità di fumo che al chiuso e per molte persone potrebbe essere fastidioso.
Le soluzioni sono due: una consiste nel porre una candelina sotto una pietra piatta e sottile aspettare che si riscaldi molto bene e a quel punto porre la resina sulla pietra: la quantità di fumo che si sprigiona è minima ma il profumo rimane assicurato, il problema è che ho fatto fatica a trovare dei sostegni adatti per la pietra e che ciò che ho trovato è stata solo una soluzione temporanea perché instabile.
La seconda soluzione è questa:

L'immagine (fai clic per ingrandirla) è una gentile concessione di Romeo. Il figlio Alessandro, con Elena gestiscono un negozio (so che si stanno organizzando per la vendita online), che, insieme ad altri meravigliosi profumatissimi prodotti, ha una vasta selezione di resine (e non solo) per fumigazione. (Se vuoi sapere dove si trova il negozio fisico, chiedimelo). 

La colonna a sinistra raffigura un altro metodo per usare il carboncino, la colonna a destra invece, è molto interessante. Si pone la resina su un foglietto di carta alluminio con un goccio d'acqua (la resina deve rimanere bagnata), una retina in mezzo e la candelina sotto a quattro centimetri di distanza in altezza, si evita l’odore del carboncino, il fumo è minimo e il profumo assicurato. Sopra, la procedura comprende un incensiere, ma si può usare anche solo una retina come questa:

ponendo la candelina sempre quattro centimetri sotto la retina (e anche qui non ho trovato sostegni adeguati a separare la retina di quattro centimetri dalla candelina), il foglietto di alluminio sopra la retina e la resina sopra al foglietto con un goccio d'acqua. Il risultato è comunque ottimo.

Ritornando al metodo “classico”, durante la combustione, il carboncino è da sorvegliare, ma quando si esaurisce, rimane li ancora della sua forma originale, ma ormai è composto di cenere inerte, non c’è alcun bisogno di spegnerlo in alcun modo e anzi costituisce una buona ba
rriera anti calore per le successive fumigazioni.

Cosa ci mettiamo
Oltre alle resine, si possono fumigare erbe, foglie, aghi di conifere, corteccia, bacche, pigne fiori, rametti, semi, frutta secca.
Tutto dovrebbe essere ben secco, ma per le resine fresche non è sempre possibile, anzi, a volte sono addirittura ancora molli e appiccicose (come ad esempio il Galbano), in questo caso, per mettere la resina sul carbone, si possono modellare delle sferette grosse come la capocchia di uno spillo: se la resina è molto fresca, come dicevamo, spesso invece che bruciare, fa le bollicine e “caramella”, ma di solito sprigiona comunque il suo fumo profumato.
Bisogna ridurre il materiale da fumigare in piccole dimensioni ma non in polvere: in caso di pezzi troppo grossi, la combustione potrebbe tardare ad iniziare e/o essere troppo lunga e i pezzi annerire e puzzare di bruciato senza fumare; in caso si riduca il materiale in polvere troppo fine, la combustione potrebbe essere istantanea con spreco di materiale o la polvere formare un agglomerato e bruciare come sopra; come sempre la virtù sta nel mezzo.
                               

Misture

Possiamo fumigare una sostanza per volta o creare dei mix che in magia/stregoneria chiamiamo misture.
Le misture sono componenti magici molto potenti, MOLTO POTENTI, che bisogna imparare a conoscere e ad usare.

Generalmente per mistura intendiamo una base resinosa (Olibano o altra Boswellia, Mirra o altra Commiphora, Benzoino di Sumatra, resina di conifera) quindi due, massimo tre altri ingredienti: è meglio non esagerare per non fare confusione, ne pratica ne magica.
Tutti gli ingredienti, vanno "martirizzati", cioè passati al mortaio, uno alla volta o in successione come segue.. 
Si comincia dalle sostanze più grosse e pesanti, si riducono in piccoli pezzi e man mano si aggiungono quelle più piccole, fini e volatili, questo perché, se ad esempio aggiungessi per primo un cucchiaino di Storace che è morbidissimo e poi qualche lacrima di Olibano che possono essere grosse anche come una nocciola, quando "pestellando", sono riuscita a rompere l'Olibano, lo Storace è già volato via tutto. 
Si riduce tutto ad una miscela di piccoli pezzi e si mescola bene con un cucchiaino; per quanto possibile, usate sempre materiale naturale: marmo o pietra per il mortaio (magari uno antico, in ottone!), legno,  bambù, ceramica o acciaio per il cucchiaio (il massimo sarebbe l'argento 800).
Porre il composto sul carbone in piccole quantità per volta per vedere come si comporta e se necessario aggiustare i modi.

Le misture non sono difficili da realizzare, ma bisogna conoscere bene gli ingredienti base che si desidera utilizzare, come si comportano durante la combustione, come stanno in associazione con altre sostanze e se il risultato è piacevole.
Questo lo possiamo decidere se fumighiamo solo per il profumo, in sede rituale, a volte le ricette delle misture da usare sono quelle stabilite e possono non essere profumate).
Ci sono sostanze con odore molto forte e persistente come ad esempio lo Storace, la Lavanda, il Mentolo e la Canfora, in associazione con altre il loro profumo copre tutto, quindi vanno dosate con ancora più attenzione.

L'unico modo per riuscire è provare, in poco tempo capirete tutte queste piccole accortezze per far sì che quella della fumigazione, che sia per questioni rituali o meramente ricreative, sia un'esperienza piacevole sotto tutti gli aspetti.
Non sono sicura, ma credo di avervi detto tutto, se ci sono domande, mi trovate qui o sul mio Insta "acasadisarina", dove faccio tutti gli esperimenti stregosi che poi porto in Accademia.
Nel prossimo articolo, che probabilmente sarà l'ultimo di questo studio (yeheee!) parleremo di qualche ricetta/mistura.
Sara

Scuola di incenso (otto). La pratica

mercoledì 6 gennaio 2021

Leggi anche la I^ II^ III^ IV^ V^ e VI^ parte

Fin ora vi ho parlato di resine seguendo certi criteri: 
-o
perché appartenenti alle stesse grandi famiglie botaniche; 
-o
sono quelle che citiamo ad Unguentorum perché è giusto che in Accademia si seguano delle linee guida di base per poi far in modo che ognuno possa sviluppare i propri interessi; 
-o perché sono molto importanti in magia/stregoneria.
O
ggi voglio scendere più nel personale e parlarvi delle resine che piacciono a me, così, perché hanno un buon profumo, o perché le ho trovate molto utili nella mia piccola pratica stregonica (sono la Strega dei Tuberi ^_^).
Chi ha letto tutti gli articoli di questo studio, ormai avrà capito che due delle mie preferite sono il Dammar e l’Elemi,
di cui ho scritto a profusione.
Oggi aggiungo la Sandracca, il Mastice di Chio, il Ginepro e il Cipresso Nero.

La Sandracca è la resina del Ginepro Articolato (Tetraclinis Articulata) una piccola conifera sempreverde della famiglia delle Cupressaceae originaria della fascia mediterranea occidentale (Malta, Tunisia, Algeria, Marocco e Spagna), con clima subtropicale caldo e secco.

Il colore della S. varia dal giallo limone all’ambra al rossiccio, ma è sempre di aspetto vetroso.
In passato, in nord Africa e Arabia veniva apprezzata per le sua proprietà medicinali in particolare, utilizzata in fumigazioni serali per favorire il sonno.
Un pizzico di S. da sola sulla pastiglia di carbone, ha azione chiarificante, rinvigorisce e purifica l’aria pesante presente negli ambienti chiusi.
Per quanto mi riguarda la trovo adorabilmente profumata.

Il consiglio della strega Sarina: per aumentare il suo potere sull’ambiente unite in parti uguali, benzoino, coriandolo e mastice ^_^

Il Mastice di Chio
(o di Chios, spesso denominato semplicemente Mastice o Lentisco), è la resina trasparente del Lentisco (Pistacia Lentiscus), un arbusto sempreverde diffuso in tutto il bacino mediterraneo, nelle regioni costiere, in pianura e in bassa collina, in Italia è presente in Liguria e al sud sulla costa adriatica.

Il MdC nella storia ha avuto diversi utilizzi, come gomma da masticare e per le su proprietà curative, sciolta nella trementina si usa come vernice artistica.

Sull’ isola greca di Chio che è il luogo di produzione della resina di maggior pregio viene preparato un liquore aromatico con funzioni digestive, nonché un dolce caramelloso
Nell’ antico Egitto, dove si importava il M. dalla Grecia e lo si usava per la mummificazione, il M. veniva definito “il profumo gradito agli Dei”.

Sono affezionata al M. perché pare fosse uno degli ingredienti del Kyphi una miscela di incenso egizio in cui mi sono cimentata tempo fa e di cui parleremo (Maestro, aspetto con ansia la tua ricetta, quando avrai perfezionato quella del minestrone! ^______^)

In magia, il M. emana un profumo etereo che pulisce, rischiara la mente e dona vivacità interiore, si presta alla contemplazione e alla meditazione; le fumigazioni con il M. conferiscono facoltà chiaroveggenti perché potenziano l'intuito e favoriscono le visioni.

Nella mia piccola pratica stregonica, solitamente non mi rivolgo a divinità particolari, considerando la Natura una divinità unica, ma ci sono alcune rare volte in cui sento il bisogno di una mano sulla spalla, così, chiudo gli occhi e immagino che il fumo del M. arrivi fino alla Dea e il suo profumo mi aiuta a guardare in alto e trasmette una sensazione di luce.

Vorrei finire questa carrellata di
fantastiche creature, alberi resinosi con due alberi poco resinosi. ^___^
Il Cipresso Nero (Cupressus serpervirens) e il Ginepro (Juniperus communis) non hanno molto in comune con questo studio sulle resine ma sono due dei miei alberi preferiti. Come la Sandracca, sono della famiglia del
le Cupressaceae.

  
Il Cipresso con le galbule e il Ginepro con le bacche.

La scarsa resina del Cipresso, ne rende incorruttibile il legno, ma lo intride di una profumo balsamico paradisiaco.
È possibile fumigare il legno, gli aghi e le galbule (i frutti) quando diventano legnose, il profumo, balsamico e acuto, aiuta a superare i lutti e a gli ostacoli che si incontrano nella vita.
Anche il Ginepro produce quantità esigue di resina (profumatissima!), ma di esso si possono fumigare anche il legno, gli aghi e soprattutto le bacche. In un vecchio manuale di erboristeria, ho letto le parole di qualche monaco erborista ubriacone che diceva: “Dove c’è odore di Ginepro, non sosta il demonio”.
Per quanto riguarda la fumigazione di questi due alberi, non posso parlarvi di grandi poteri magici, ma non c’è niente che aiuti il momento della divinazione, come avvolgere la stanza di questi profumi, perché potenziano la nostra capacità di concentrazione.
Una cosa bella che ho sentito è “Del Ginepro, ciò che non si fumiga si beve!” (Riferendosi al Gin, a vini e liquori aromatici e alla grappa al Ginepro).

Il consiglio della strega Sarina
, ricetta per la divinazione: bacche di ginepro con resina di abete rosso e sandracca in parti uguali, oppure, sempre in parti uguali, salvia e ginepro insieme.

Soffro fisicamente all'idea che gli alberi si abbattano senza pensarci un attimo, così, solo per profitto. Ma è colpa degli alberi, perché non trasmettono il segnale wi-fi, altrimenti ne pianteremmo ovunque, peccato che producano solo l'ossigeno che ci permette di respirare.
Nel mio mondo ideale, invece che sette miliardi e mezzo di stronzi, sul pianeta ci sarebbero sette miliardi e mezzo di alberi in più.
In futuro potrebbe venirmi in mente qualche altra bella resina di cui parlare, mi riservo di farlo, anche su suggerimento.
Ci vediamo alla prossima con un po' di pratica con gli incensi.
Sara

Leggi anche la parte VIII

Scuola di Incenso (parte sette). Sandracca, Mastice di Chio, Ginepro, Cipresso Nero

martedì 5 gennaio 2021