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Sole caldo. Ascolto "The last Samurai Soundtrack Suite"

L’Estate è arrivata e con essa il mio umore già provato dagli stupidi, è finito in cantina.
Mi consola il fatto che FINALMENTE possiamo incontrarci e celebrare insieme i misteri della Dea, cosa che farò completamente bagnata di sudore dalla testa alle mutande. Evviva l’estate
ee!
Ma parliamo delle tradizioni di questa festa, che se non fosse il “comple” del mio adorato Maghusello, sarei già in clausura sotto il diffusore dell’air condition. 

Una delle attività più belle e caratteristiche di questo periodo, secondo me, è preparare l’Acqua di San Giovanni.
Ci si procura un bacile largo e basso come una zuppiera e dopo il tramonto si riempie di acqua: il massimo sarebbe se fosse di fonte, ma ci accontentiamo di acqua minerale, quindi vi si immergono sette erbe fresche.
Se le cercate in rete, le erbe per l’AdSG variano molto, io ho sempre usato: Lavanda, Artemisia, Ruta, Malva, Iperico, Garofano e Alloro; l’anno scorso, sono IMPAZZITA per trovarle tutte soprattutto la Ruta, quindi ho giurato sui miei antenati che da quest’anno creeremo la nostra propria tradizione e useremo ciò che troveremo a disposizione.,
non capisco perché con i campi pieni di trifoglio rosso e piantaggine, debba impazzire a cercare ciò che non c’è.
Quando vi siete procurati sette erbe, immergetele nell’acqua, una alla volta, potete aggiungere un cristallo, un quarzo ialino, un’ametista o la vostra pietra preferita, potete recitare una formula di ringraziamento per le erbe e/o di consacrazione dell’acqua.
Il contenitore si lascia all’aperto tutta la notte in modo che vi si posi anche la rugiada (quella poca che può esserci dove l’escursione termica tra giorno e notte non esiste più come da noi) della notte di San Giovanni.
La mattina del 24 giungo l’acqua avrà proprietà magiche e curative, ci si può lavare il viso e il corpo soffermandosi sulle parti che ne hanno più bisogno, è possibile conservarla per un ann
o in modo da poterla usare prima di sabba, esbat e rituali.

Un’altra bella attività del Sabba “del Mago beato” è quella di bruciare le erbe secche vecchie, conservate dell’anno precedente.
Le erbe si gettano nel braciere, con un pezzettino di legno qualsiasi.
Anche qui, nel momento in cui le gettate nel braciere, potete recitare una formula di ringraziamento per le erbe per esserci state utili nell’anno precedente.
Quando il fuoco si sarò estinto e il braciere raffreddato, raccogliete la cenere che è rimasta dalla combustione
da conservare fino a Novembre per fare il sale nero e da aggiungere negli inchiostri magici.

L’ultima tradizione di questi giorni Solstiziali di cui vi parlo, è la Barca (o Veliero) di San Pietro.
La sera del 28 giugno, dopo il tramonto, ci si procura un uovo dal guscio bianco e l’albume si lascia colare lentamente in una brocca riempita d’acqua di fonte.
La brocca si porta nell’orto, e si lascia tutta la notte all’aperto vicino ai radicchi (va bene anche il davanzale di una finestra).
La leggenda dice che durante la notte, San Pietro passa nell’orto e soffia sulla brocca
facendo apparire le vele di una barca.
La mattina del 29 si può trarre auspicio dalla forma che il bianco dell’uovo ha assunto nell’acqua.

A questo punto qualcuno penserà che a parlare di santi abbia perso il senno, ma la cosiddetta “stregoneria cattolica” (è un ossimoro, lo so), è un aspetto che, chi come me ricerca la propria tradizione stregonesca nelle Italiche patrie, prima o poi si trova davanti e con cui deve fare i conti. Parlarne non è così semplice.

Eccovi alcune tradizioni di questo periodo.
Sono attività semplici, belle da fare da soli, ancora più belle in rituale di gruppo, tipiche di questo giro della ruota dell’anno.
Non sono antichi misteri nascosti, o attività della congrega che non possono essere rivelate, è bello parlare di queste tradizioni e condividerle.
Spero che possano esservi utili e che anche voi possiate divertirvi a praticarle da soli o con le persone care.
Passate un buon Solstizio,
io approfitterò delle ferie estive per fare tutti quei lavori in casa che non si fanno mai, senza smettere di sperimentare con i miei amati erbe e incensi.

Nei prossimi post (spero di poter essere più produttiva) continuiamo a parlare di erbe magiche.
Vi abbraccio!
Sara

Ho troppi impegni in questo periodo e il multitasking non è il mio forte, ho mille cose da fare fisicamente e “virtualmente” e il mio encefalo, già provato dall’età e dal lavoro, non è in grado di funzionare anche per scrivere (e così, la scusa del cazzo per il mancato aggiornamento del blog, è a posto).

La notizia è che Lunedì 19 Aprile alle 21 circa, con l’Accademia facciamo Unguentorum on line, è il primo in sei mesi di reclusione, UN EVENTO, credevo non fosse possibile proporre on line una laboratorio quasi completamente pratico ma abbiamo trovato una soluzione “creativa”, in qualche modo, faremo.
Trovate tutte le informazioni relative alla serata sulla pagina FB dell'Accademia delle Arti Magiche di Torino o sul mio Instagram @acasadisarina

Ma parliamo di erbe magiche!
Nonostante le chiusure a singhiozzo dei vivai e le gelate notturne in aprile (!!!), il mio orticello magico prosegue il suo ciclo: la Borragine ha preso il sopravvento e pensare che un paio di anni fa per farla attecchire mi sono inginocchiata e l'ho pregata. 
Ho anche qualcosa di nuovo e so già che per i prossimi mesi praticamente non farò altro: arrivo dal lavoro, inforco le ciabatte da giardino, strappo erbacce, innaffio, do forma ai cespugli, muovo la terra.. poi se non ho altro da fare mi siedo li e contemplo orgogliosamente le piante. Poi arriverà il loro tempo balsamico e il momento di tirar loro il collo.

Continuiamo con le piante di oggi.
Nel mio approccio a questa pratica, vi propongo la mia personale visione delle erbe, della loro cura e delle loro proprietà magiche; chiunque è in grado di comprarsi un erbario magico ed è lecito che sia così, ma pochi sperimentano davvero la pratica con queste creature, le usano e le “trasformano”, ancora meno le crescono come delle figlie tenendole in mano da quando sono seme a quando finiscono nel calderone.


LE PIANTE DI OGGI
Maggiorana (Origanum Majorana)

La Maggiorana è una pianta officinale e aromatica usata in cucina in modo abbastanza disomogeneo (nella cucina ligure ad esempio). Erbacea perenne, va dai venti ai sessanta centimetri di altezza. 
A me il profumo sembra simile all’origano, alcuni la ritengono simile al talco per bambini.
Fa delle piccole e fitte foglioline verde scuro che sembrano vellutate e dei fiorellini bianco rosati bellissimi, sia foglie che fiori si raccolgono in luglio.
È pianta maschile, legata a Mercurio e all’elemento aria.
È sacra a Venere perché lei stessa l’ha creata, scegliendo personalmente colore, forma e profumo. Si usa quindi nei rituali d’amore, ad esempio, mettendo un rametto sotto il cuscino prima del sonno, propizia i sogni in cui vedere il volto del futuro marito. Si unisce al corredo delle spose (in un sacchetto tenuto sotto il materasso) come invito alla Dea perché assicuri amore alla coppia.
Una mistura di Violetta e Maggiorana essiccate da fumigare in casa per guarire e prevenire il raffreddore.
Una mistura di Maggiorana, Iperico e Salvia essiccate fumigate nell’auto per prevenire gli incidenti stradali.



CANFORA (Cinammomum Camphora)

Una pianta molto utile e che amo molto, di cui vorrei parlarvi, 
è la Canfora.
L’albero della Canfora o il Canforo, è un grande albero sempreverde, originario dell’Asia orientale (Corea, Giappone, Taiwan), che può vivere più di mille anni. 
È pianta femminile, legata alla Luna e all'elemento Acqua. 
La Canfora (da non confondere con la naftalina) che ha l'aspetto di cristalli bianchi con odore caratteristico, viene ottenuta mediante una particolare lavorazione del legno, è poco solubile in acqua ma molto in alcol, cloroformio ed etere.

Che uso possiamo farne? In magia la Canfora, ha una caratteristica peculiare: trattiene la magia stessa negli strumenti della strega, si mette una pallina di Canfora nella veste rituale prima di riporla, alla fine di riti e celebrazioni per trattenerne l'energia e il potere; per lo stesso scopo, dopo l'utilizzo, si possono passare gli strumenti magici (coltello nero, coppa, bacchetta) nei fumi della canfora gettata sulla pastiglia di carbone; si mette una pallina di Canfora nel luogo dove si conservano i tarocchi per trattenere il loro potere divinatorio. Altresì, la Canfora si fumiga per facilitare la divinazione.
Una curiosità che mi piace ricordare, è che Scott Cunningham, controverso autore di diversi libri "esoterici", ma dal quale si possono trarre anche spunti utili, si lamentava, che negli anni '80, negli Stati Uniti, la Canfora fosse introvabile. 

Finalmente sono riuscita a finire questo post, in questo periodo faccio fatica ad aggiornare il blog, non c'è una vera motivazione, solo un po' di pigrizia.
In più, mi rendo conto che il tema non funziona bene e che il corpo del testo a volte è separato, a volte si "ammucchia", non capisco perché e non so come rimediare, ho anche cercato un nuovo tema online ma non me ne piace nemmeno uno.
Pazienza.
Alla prossima.
Sara

Progetto blog. Le piante di oggi II

sabato 17 aprile 2021

Come ogni inverno, quando i lavori nell'orto si fermano, tutte le mie erbette sono state "trasformate" e riposte, ho riordinando la mia dispensa di erbe e resine e ho aggiornato le liste e gli erbari, ho pulito tutti i miei strumenti e ho riposto anche quelli, mi viene voglia di riprendere lo studio delle Rune, è un' assioma.
Va bene così.
Riprendo a scrivere anche qui qualcosina sui miei studi sulle Rune Futhark, non sono grandi approfondimenti, solo qualche ricerca un po’ schematica per ogni simbolo, per non dimenticarmene e per dare a qualcuno la possibilità di intraprenderne lo studio, magari in maniera molto più approfondita e metodica.
Se qualche seguace della “Via Nordica” passasse e trovasse errori nel modo in cui espongo i miei studi,
spero non si indigni e se volesse indicarmi i suddetti errori, sarei felice di potermi correggere.
Ricordo sempre che per documentarmi, oltre alla rete, ho usato
i libri di cui ho parlato qui

URUZ UR URUS (suono U) L’energia primordiale

14/7-28/7

URUZ, l’istinto di sopravvivenza, rappresenta il lato oscuro della natura e della realtà, è legata al culto della Dea Madre e riguarda maggiormente gli aspetti imprevedibili e distruttivi, gli aspetti delle vita che ci fanno soffrire, che sfuggono al nostro controllo, con cui dobbiamo imparare a fare i conti.

Se Uruz si riceve
DIRITTA, 

Oracolo
: “È tempo di conquistare il mondo”

Parole chiave: VALORE, CORAGGIO, AUDACIA, RICERCA, INIZIAZIONE, SFIDA, SPIRITO INDOMITO, BUONA SALUTE, MASCOLINIT
À CAPACITÀ di RESISTENZA o SOPPORTAZIONE, INDIPENDENZA, FORZA, AZIONE, VITALITÀ


U. è tutto ciò che è prevedibile e che fa fatica a cambiare, e che richiede molto coraggio per essere messo in ordine.
È il primo impatto con for
ze più oscure che nel corso delle prove della vita diventerà sempre più impegnativo.
L’estrazione di questa Runa ci mette in contatto con un’ enorme riserva di energia,
su cui fare affidamento nel momento del bisogno, ma è un’ energia difficile da controllare e gestire, che richiede esperienza e abilità.
U. diritta, ci indica che siamo in contatto con i nostri bisogni, si collega con la runa precedente FEHU mettendoci in condizione di utilizzare effettivamente l’energia dell’abbondanza per produrre un effettivo e significativo cambiamento della realtà.
U. È proprio la capacità di superare le prove, se stiamo pensando a un cambiamento a una trasformazione, a lasciar andare qualcosa di vecchio, U. Ci dice che siamo pronti, la forza vitale che ci sostiene è grande, e possediamo la determinazione necessaria per compiere l’impresa.

Se Uruz si riceve
CAPOVOLT
A,

Oracolo: “Ora è tempo di conquistare l’amato bene della libertà”
Parole chiave: VIOLENZA MASCHILE, DUREZZA, INSENSIBILITÀ, INAZIONE, ABUSO, CATTIVA SALUTE, RABBIA, FRUSTRAZIONE, DIPENDENZA.

Come abbiamo già detto, ricevere una Runa capovolta, indica che le qualità contenute nel segno, sono presenti nell'aspetto negativo, inespresso, bloccato.
U. Capovolta ci dice che abbiamo perso il controllo, che non riusciamo più a distinguere la realtà, tra luce e ombra, bene e male, può rappresentare un momento di disperazione, stanchezza,, perdita di senso.
Il consiglio è quello di fare una revisione delle proprie esperienze per individuare il blocco in corso.
Spesso ci teniamo dentro molte verità, non ci permettiamo di sentire nella loro pienezza, le emozioni come la tristezza e la rabbia e quindi implodiamo giorno dopo giorno, accumulando dentro di noi enormi quantità
di energia che può trasformarsi in disagio fisico e psichico.
U. Capovolta ci dice che c’è qualcosa dentro di noi che deve essere liberato, uscire, esprimersi, altrimenti si trasforma in energia distruttiva.
Fermarsi, calmarsi, respirare, ascoltare i proprio bisogni, capire cosa teniamo dentro
U. Capovolta ci insegna anche a diventare pazienti e perseveranti davanti alle difficoltà, a sviluppare umiltà e modestia.

In generale
URUZ ci insegna che dobbiamo diventare più forti del problema che ci sta di fronte, che dobbiamo trovare il coraggio di affrontare il nostro destino, e non soccombere sotto il peso della fatica e della stanchezza.

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USARE LA RUNA COME AMULETO
Dona energia, vitalità e forza di volontà, di fronte all’ostacolo aiuta a superare il dubbio e la paura, fornisce determinazione, per la realizzazione di un nuovo progetto, e da la forza di prendere importanti decisioni e farsi valere, da coraggio nell’intraprendere un nuovo lavoro, una nuova relazione e influenza la buona salute.

Aggiunte, correzioni, smentite, ogni contributo è fortemente desiderato e ben accetto.
Sara


Studio le Rune. Uruz

giovedì 3 dicembre 2020

Uno modo concreto e innocuo per utilizzare la magia della cenere di cui ho parlato nel post precedente è Il SALE NERO.

Il S.N. è una ricetta semplice che serve ad esempio per eliminare le energie negative, allontanare gli ospiti indesiderati, proteggere la casa delle influenze di terzi, allontanare rivali e deviare attacchi fisici e psichici.
Prima di scrivere questo argomento per Unguentorum in Accademia e propinare così subito la mia ricetta in modo un po’ presuntuoso, mi sono messa in rete, ne ho lette diverse e ho visto diversi video.
Ci sono tante varianti tutte egualmente valide: q
ualcuno ci mette la pietra lavica (probabilmente chi vive vicino a un vulcano ?_?), lo zolfo o il guscio d’uovo, i chiodi di garofano, il caffè o la terra e per farlo diventare più nero, qualcuno lo cuoce o cuoce le erbe in padella fino a farle carbonizzare; vi riporto comunque la mia, è semplice e con ingredienti facilmente reperibili.
In l
una nuova in orario notturno, occorreranno:
Sale grosso
Pepe nero
Carbone
Cenere di erbe.

La cosa migliore sarebbe utilizzare la cenere dei rimasugli di erbe dell’anno precedente che si bruciano nel braciere al Solstizio d’Estate raccolte appositamente e con cui si fa anche l’inchiostro; altrimenti si bruciano erbe per la bisogna come ad esempio: cedro, cipresso, ginepro, alloro, olmo, frassino, sorbo, ulivo, artiglio del diavolo…
Qualcuno potrà giustamente obiettare che non tutti possiedono un camino per cenere e carbone…
Proprio per questo motivo, quella sera, mezz’ora prima della serata in Accademia, ho messo tre o quattro legnetti a bruciare nel braciere fuori dalla porta e mentre Matteo parlava di resine planetarie, io gettavo sul carboncino una miscela che avevo preparato appositamente per la resistenza fisica e psichica composta di: rosa canina, santoreggia, gelso e ibisco
Quando è stato il momento di preparare il S.N. avevamo tutti gli ingredienti pronti e in quel modo avevamo anche dimostrato come crearli con facilità.

Per le dosi facciamo tre cucchiaini di sale grosso, uno di cenere, uno di pepe nero e carbone quanto basta perché il composto venga bello nero (ma non preoccupatevi, se viene grigio scuro, funziona comunque ^_^).
Se so che userò il composto in casa
e solo in casa, aggiungo le ceneri e il carbone del mio camino (vedi il perché nel post precedente sulla cenere) altrimenti, faccio come sopra.
Se
proprio, proprio, non avete modo di farvi un po’ di carbone usate le pastiglie di carboncino tonde per l’incenso.
Procedo
Vado a martirizzare tutto nel mortaio, aggiungendo prima gli elementi più “grossolani” poi quelli più fini (parleremo di questo con le misture), quindi nell'ordine: il carbone, il sale grosso, il pepe nero e la cenere, visualizzando molto bene e in modo continuativo il mio intento, senza farmi distrarre dalla tv o dal telefono o dagli scocciatori.
Questo è ciò che conta in ogni operazione magica, l’intento meditativo, dall’inizio alla fine dell’operazione.
Perché
non uso direttamente il sale fino se poi devo tritare nel mortaio quello grosso? Sempre perché lavorando un elemento con lentezza, consapevolezza e pazienza vi infondo il mio intento, il mio essere, il mio volere, in poche parole, faccio MAGIA.

Come Utilizziamo il S.N? Oltre agli scopi già citati, ci sono altri modi e momenti:
-s
i può usare a Calenda per rinforzare il cerchio.
-
possiamo metterci sull’uscio di casa, spargere il sale nero e nominare ad alta voce le persone o le cose che non vogliamo che entrino in casa.
-
possiamo fare una freccia sotto lo zerbino che punta al di fuori sempre per lo stesso scopo.
Il consiglio della strega Sarina
Una cosa che pochi sanno è che il S.N. si può creare anche a pezzettoni,
ad esempio se si vuol portare con se in sacchetti o cucito nei vestiti per allontanare da se le energie negative.
Sempre di notte, si p
roduce il composto, si aggiunge poca acqua in modo da formare un impasto modellabile, si stende, si fa asciugare MOLTO BENE al buio quindi si spezzetta.
Questa è stregoneria.
Sara

Sale nero

sabato 21 novembre 2020

All'inizio di ottobre, prima che grazie ad imprenditori e vacanzieri sardi ci rinchiudessero di nuovo entro i nostri comuni di residenza, in Accademia abbiamo fatto un Unguentorum un po' diverso dal solito che avevamo chiamato Halloween edition.
Uno degli argomenti di cui abbiamo parlato è stato l'uso della cenere in stregoneria.
Ecco come.

Innocente appare la cenere a coloro i quali sono digiuni di stregoneria.
Invece la cenere è un ingrediente magico che nasconde un grande potenziale: i suoi elementi sono Terra e Fuoco ma più Terra, le sue astralità dominanti sono la Luna in fase calante (come simbolo di estrema consunzione) e nuova e Saturno.
Semplice da reperire, discreta da utilizzare: chi mai sospetterebbe di Sarina intenta a pulire il camino?
Come polvere magica, la cenere ha diversi utilizzi: si va dal
BANDO e cioè rimuovere le negatività o allontanare persona
indesiderate, alla MALEDIZIONE, alla cosiddetta MAGIA NERA.
Il primo tipo di cenere che ci viene in mente è quella di camini e stufe a legna e cioè la:

I Cenere del Focolare
domestico, da sempre cuore pulsante della casa.
Essa è satura dell’energia e dell’essenza della famiglia e comprende chiunque abbia vissuto in quel posto, antenati, parenti deceduti, animali domestici compresi.
Con essa è possibile, tramite diverse pratiche:
-attirare la fortuna e la guarigione, la prosperità, la protezione, il benessere e invocare gli antenati.



-Praticare un tipo di divinazione che si annovera nella piromanzia; si consultano fiamme, braci e cenere, per ricevere segnali come lo spegnersi improvviso del fuoco, il separarsi della fiamma, o il fuoco azzurro, o la difficoltà ad accendersi, o la brace che brilla troppo, per poi l’indomani interpretare determinati disegni nella cenere. (come abbiamo fatto all’Equinozio)
-L’altra pratica importante da eseguire al focolare è l’offerta agli dei. In questo caso, ciò che deve raggiungere le divinità celesti, viene offerto attraverso le fiamme e il fumo, mentre ciò che deve raggiungere i regni inferi, si lascia consumare sulle braci e sulla cenere.
La cenere della propria casa è una cosa molto intima e non deve mai essere portata all’esterno si teme che in questo modo la famiglia possa perdere tutto ciò che è benessere, se una strega si appropriasse della cenere di un altra casa, sarebbe in grado di operare AMORE e MALEDIZIONE
Il secondo tipo di cenere di cui parliamo è la

II Cenere di Erbe
La c. ottenuta dalla combustione delle erbe serve a rendere il vegetale invisibile per occultarlo e somministrarlo più facilmente
La CdE può essere sparsa in un luogo, usata per imbottire sacchetti, bambole e cuscini, (o cucita nei vestiti), disciolte nelle pietanze o nelle bevande.
Certe volte invece, si bruciano per invertire il loro potere, per esempio una pianta guaritrice adeguatamente incantata e ridotta in cenere, causa l’esatto opposto delle sue proprietà, ma questa è un’evenienza rara usata in occasioni non proprio gioiose e benefiche.

III Cenere di oggetti
La c. di determinati oggetti come piume, nodi, peli, pergamena, ha semplicemente il potere degli oggetti stessi.


IV Il Sale
È chiamato anche cenere d’acqua, i riti della cenere d’acqua e la cenere stessa che se ne ricava, sono azioni potenti che dissolvono completamente e definitivamente qualcosa.

V La Cenere nell’inchiostro
Si aggiunge al nerofumo, al ferro-gallico o agli inchiostri ricavati da altre piante (Phytolacca), per scrivere sul proprio libro, per disegnare sigilli di protezione o invocazione, per tracciare pentacoli (come quando tracciamo cerchio e triangolo a Calenda)

Un accenno alla cenere di candele
Per ricollegarci alla preparazione dell’inchiostro, si può fare anche aggiungendo i resti di una candela accesa e lasciata consumare sui carboni ardenti.
Tracciare segni magici con la cenere ha anche la comodità che è facile nasconderli, su un pavimento è sufficiente una scopa, in Natura.. beh, ci pensa lei da se.


Ci sono ceneri di guarigione, esorcistiche, per fatture, legamenti e maledizioni, nonché la cenere del rospo per avverare i desideri, che richiedono ANNI di studi, conoscenze, tentativi e anche strumenti! In più, nel nostro tempo e alle nostre orecchie, tutto questo unito alle parole da pronunciare in queste pratiche, ormai suonano come ridicoli orpelli da B-Movie. 
Un esempio concreto e una pratica innocua per usare la cenere è quella di preparare il sale nero, di cui vi parlerò prossimamente:
Sara

Per il discorso fatto in Accademia e quivi riportato, la mia fonte era stata questo piccolo e-book comprato su Amazon:

Magia della cenere

martedì 17 novembre 2020

Non possiamo (e non vogliamo) più fare a meno della tecnologia, essa ha invaso le nostre vite e inesorabilmente fa parte anche degli studi teorici e della pratica di noi streghe del 2000.
Sono la prima che quando trova spunti interessanti in rete, salva il materiale su file e con gli anni, la quantità di materiale salvato è davvero poderosa.

E da questo punto di vista sono un po’ una contraddizione, perché di solito sono una talebana del “nature”: niente plastica, niente cose/inchiostri/candele colorate artificialmente, niente poliestere ecc ecc.. invece la tecnologia all'interno del nostro campo di studi, non mi infastidisce minimamente
Ci sono momenti in cui abbiamo tamburi, flauti e campanelle, ci sono volte che, chi ci accompagna sono campane tibetane in mp3 e la cosa ne mi disturba, ne mi deconcentra, ne compromette il nostro intento.

Per quanto riguarda il nostro “libro personale” cartaceo o digitale invece, vorrei raccontarvi una delle mie avventure.
Proprio nel periodo in cui internet arrivò a casa (era il ‘98), erano mesi che facevo lo squalo (fare lo squalo è quando vedi una cosa che ti piace e non ti decidi mai se prenderla o no e vai avanti e indietro per guardarla nella vetrina) ad una di quelle cartolerie di una volta, coi banconi alti di legno scuro e mille cassetti alle pareti dello stesso colore, piene di carta da lettere di tutti i tipi (esiste ancora?) e penne stilografiche.
In vetrina c'era uno di quegli album per fotografie matrimoniali, 40x40 circa, con le pagine di cartoncino con la velina sopra ad ognuno, la copertina rigida era decorata con i diversi tipi di rose e i loro nomi botanici e avevo in mente di trasformarlo nel libro dei sigilli di Shaytan, un sigillo per ogni pagina con il disegno e la descrizione tutto a inchiostro nero di china in più volevo decorare sempre a mano la velina in modo che una volta sopra al proprio cartoncino, formassero delle decorazioni particolari, tipo gargoyles e via dicendo.
Il prezzo era altissimo in care vecchie Lire Italiane e quindi c'ho pensato su per un po’, ma poi alla fine entrai e tenendolo sotto braccio, venne a casa con me.

Visto l'argomento delicato cui volevo destinare quel libro, sempre prima di mettermi a scrivere, preparavo l'ambiente, la luce, fumigavo un particolare incenso per la veggenza di mia ideazione e molte altre cerimonie come ad esempio, mentre scrivevo, cantare alcune litanie .

Nella prima pagina come incipit, scrissi questa frase attribuita all'esoterista francese Eliphas Lévi:

L'uomo attaccato alle proprie idee che teme di perderle, pauroso di nuove verità, e non disposto a dubitare di tutto, deve chiudere questo libro: lo capirebbe male e ne rimarrebbe turbato. Esso rivela segreti che saranno compresi da pochi. Bisogna nascondere la luce agli uccelli notturni poiché li acceca e diviene per essi più oscuro delle oscure tenebre.”

Cominciai a decorarlo come avevo pensato facendo prima tutte le prove in brutta copia (ce le ho ancora); finito di vergare e descrivere il primo sigillo, mi sentivo un'artista.

Cosa è successo dopo?
Invece di prendere il libro e riporlo con cura come avevo fatto fino a quel giorno, me lo dimenticai in bella vista sul tavolo del soggiorno e la sera stessa, prima di cena, lo ritrovai sulle ginocchia di mio zio Tommasino, il guardiano del Duomo di Parma, che lo sfogliava e faceva notare a tutto il parentado quanto fossi brava a disegnare!!! (In realtà sono un cane)
Adesso la cosa mi fa ridere, ma all'epoca ci rimasi malissimo, tanto che non riuscii più nemmeno a prendere in mano il libro, era come se si fosse rotto, strappai le pagine già fatte, lo dimenticai su uno scaffale per anni e non mi occupai mai più di sigilli demoniaci.
L'Universo aveva deliberato.
Se qualcuno è riuscito ad arrivare fin qui si starà chiedendo cosa c'entra tutto questo con l'argomento in questione.
C'entra perché da allora, come dicevo, nonostante abbia continuato a scrivere su carta, non ho disdegnato un più discreto e “riparato” archivio digitale, per poi magari stampare un argomento e aggiungere un foglio a quello cartaceo.

Sara

Tecno-paganesimo

mercoledì 11 novembre 2020

 FEHU, FE FEOH FAIHU (suono F) Il dono della vita

26/6 13/7

Il successo ti attende alla fine dell'impresa

Gratitudine, generosità, possesso, nutrimento, dono della natura.

F. è pace e serenità, abbondanza, armonia, unione con il cosmo, è senso di appartenenza alla Madre Terra.
È la fiducia e il successo, la perseveranza.

PAROLE CHIAVE
Fortuna, guadagno, sicurezza finanziaria, successo, fertilità, pace, nutrimento, cibo, condivisione.

Fehu rappresenta tutti gli aspetti positivi e fecondi della natura che è a servizio dell'uomo, una natura amica e accogliente. F. è corpo, casa, nutrimento, protezione e aiuto, che ci provengono dalla famiglia.
Se riceviamo F., bisogna considerare come ci si rapporta al concetto di prosperità e abbondanza, può anche indicare successo in amore e negli affari; un avanzamento di carriera o un momento improvviso di fortuna nelle difficoltà.

CAPOVOLTA

                 
La difficoltà, ostacolo, direzione sbagliata

"Non avere fretta di risolvere un problema, ma mettiti al sicuro e attendi il momento propizio”

PAROLA CHIAVE
Perdita, gelosia, invidia, avidità, fallimento, bancarotta, ingratitudine.

F. capovolta è ristrettezza, mancanza, insoddisfazione.
Lavorare molto ma non raggiungere gli obbiettivi, avere difficoltà a riconoscere il nostro proprio valore e a lasciare entrare le energie per gli obbiettivi.
F, capovolta ci dice che siamo sulla strada sbagliata, coviamo risentimento, proviamo rabbia e ci lamentiamo troppo.

USARE LA RUNA COME AMULETO
F. rappresenta il potere di attirare e generare prosperità e abbondanza. Protegge i beni, le proprietà e le persone amate. Può essere utilizzato per il consolidamento di una situazione economica, o di una relazione sentimentale. Ci aiuta a riconoscere il valore di noi stessi e ciò che veramente conta nella nostra vita, ci aiuta nella riuscita di nuove attività o di un progetto.

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Nei libri, ho trovato leggère differenze nell'interpretazione dei vari simboli, ho cercato di trovare un filo conduttore per non confondere le idee a me e a voi, un giusto compromesso per affrontare l'argomento in modo non troppo ampio ne astratto, ma più concreto possibile.
Aggiunte, correzioni, smentite, tutto il vostro contributo è molto ben accetto, non sono un'esperta ma la passione è grande e quindi, insieme, cercheremo le risposte.
S.

Studio le Rune. Fehu, la prima runa

sabato 7 novembre 2020