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Ore 17, quasi 18 :D
Ascolto: musica neurale
Tempo caldo, coperto

Ho comprato un paio di opere di Lorriane Anderson, scrive libri simil stregonici, purtroppo non tradotti in italiano, molto decorati la cui carta ha un profumo "evocativo" misto fra vaniglia, coccoina (la famosa colla) e quello di una vecchia libreria seminterrata zeppa di libri vecchi e nuovi fino al soffitto, che sorgeva nei primi anni duemila dietro al Conservatorio di Piacenza.
La seguo su Insta e mi piace molto perché oltre a scrivere di Greenwitchcraft e Apothecary (mi fustigo per l'uso sconsiderato dell'inglese, ma la traduzione spesso non rende) parla molto di pratica e si capisce che sono cose che lei fa VERAMENTE, al contrario di tutti i sedicenti content creator che sanno a memoria tutti  i nomi degli dei del pantheon Egizio, ma non hanno mai nemmeno caricato una foglia di salvia con un plenilunio (ciao Elis :*)
Ispirata dalla cara Lorriane (la seguo, la taggo e lei interagisce, quindi mi pregio di chiamarla per nome) ho scritto il terzo post su come diventare una strega e poi mi sono accorta che dopo un'assenza così lunga non ho nemmeno detto un "Ciao, sono tornata!", cosa che comunque, non farò. :D (da brava boomer, uso ancora la punteggiatura per fare le emoticons come quando, nei primi anni duemila, frequentavo la suddetta libreria piacentina).

È estate, la mia stagione preferita, talmente tanto che, se sento qualcuno dire che l'estate è bella, entra immediatamente nella mia lunghissima lista di esseri umani sgraditi e infrequentabili: è inutile, se ti piace l'estate, non possiamo essere amici.

Però.
Quando è morto mio zio Leonardo, che a onor del vero era uno ziastro (si dice ziastro?) perché figlio di primo letto di mio nonno Domenico, morto suicida e di chissà chi altri, gli hanno trovato in casa decenni di taccuini in cui per ogni singolo giorno (e non esagero) c'erano annotate minuziosamente le condizioni meteo della giornata corrente, e siccome, probabilmente sono come mio zio Leonardo, mi pregio di ricordarmi da un anno all'altro, quanto caldo ha fatto (e il numero di imprecazioni di conseguenza associate), quindi, per quando i posteri, troveranno tutti i post in cui parlo del meteo (speriamo almeno qualche decennio), in questo duemila ventitré, ha cominciato a fare un caldo sopportabile il 20 di giugno, insopportabile il 10 di luglio, siamo tristemente abituati al fatto che non piove e che dalla metà di agosto in poi, speriamo sempre nei temporali di rottura, cose che ormai da anni, puntualmente non avviene e che solo tra settembre e ottobre, solo la rotazione dell'asse terrestre ci salva dal caldo.

Allora dicevo, avevo iniziato a scrivere il post e mi è venuto in mente che questa piattaforma per blog è un disastro, è completamente ingestibile da telefono, esistono app per tener traccia delle abitudini evacuatorie, ma non per gestire i blog di Google, il che è incredibile. In più, questo template (di cui ho pasticciato il codice) ha funzionato male sin da subito, quindi, con poca speranza (perché ci ho già provato), mi sono rimessa a cercare un template adatto, moderno, "reattivo", facile da utilizzare.
In breve ne ho comprato uno economico, l'ho installato, ma risulta tutto sballato e fatevi capire voi dalla designer che è di Giacarta.
Ora non so che fare, finirà che pubblicherò con lo stesso template e che avrò gettato i soldi ç_ç

Sono tornata in pianta stabile? Non credo, ma non si sa mai. Questa domenica inizio le mei due settimane di ferie estive e ho una lista di cose da fare INFINITA, lo è sempre, ma quest'anno di più.
L'unica cosa sicura, sono io lontano dal manicomio criminale per due settimane.
Sara

Di ispirazioni, ritorni, blogging e ricordi

lunedì 24 luglio 2023

10 Agosto 2021
Ascolto: Miserere mei, Deus – G. Allegri

Non ho mai avvertito l’energia del sabba del 1 (o 2) di Agosto, nemmeno quando la nostra, era una piccola coven di quattro persone, più intima, raccolta, dedita e sicuramente più spirituale: non c’è atmosfera, non c’è energia, la ruota dell’anno compie uno dei suoi giri sì, ma lo fa con grande fatica.
I Celti chiamavano questa festa “Lughnasadh” termine che deriva dal dio solare Lugh; è chiamata anche Lammas, parola che invece ha una radice più anglosassone; per entrambi era la prima festa del raccolto.
Anche noi Italiche genti possiamo chiamare questa festa “Raccolto”,
ma dobbiamo necessariamente attribuirgli un significato spirituale di “traguardo evolutivo personale” per consolidare i frutti raccolti dentro di noi, perché, in senso strettamente agricolo, all’inizio di Agosto in Italia, il primo raccolto è già andato da un bel pezzo.

ll grano si miete in Giugno, ad Agosto invece, potrebbe già esserci il grano turco da tavola (come mangime animale o per la farina si attende Settembre).
Tirando le somme, alle nostre latitudini, se si volesse conferire mero senso agricolo alle festività, il primo raccolto
dovrebbe essere ricordato/festeggiato alla fine di Giugno e quello di Agosto essere solo il secondo.
Di questo passo, il Sabba dell’Equinozio di Autunno, chiamato anche “Secunda” (da “secondo raccolto”), diventa il terzo, lasciando alla Calenda di Novembre, l’appellativo di “ultimo sabba del raccolto” perché tutto ciò che cresce sulla terra dopo il 31 di Ottobre, per tradizione e superstizione, appartiene ai defunti.

Tutta questa omelia per arrivare a dire che il sabba del primo di Agosto, idealmente, dovrebbe mirare ad ottenere un consolidamento dei risultati di crescita personale ottenuti durante l’anno, cercando di conoscere meglio se stessi, di raccogliere ciò che abbiamo seminato nel bene e nel male per poter risvegliare le nostre facoltà.

Poi ci sono io che, Raccolto o no, accendo il condizionatore, mi metto sotto e aspetto l’autunno.

Da qualche anno, per questa festa ospito due cari amici che  seguono entrambi la via dello Sciamanesimo Andino, non mi va proprio di tirare fuori ceri, pentacoli, coltelli rituali, di aprire un cerchio e chiamare gli elementi, quindi chiedo loro di venire e fare una cerimonia di ringraziamento alla Madre Terra che si chiama “Despacho” che consiste nell’offrire cibo e fiori alla Madre Terra appunto, chiamando prima i propri maestri di vita e i Numi Tutelari della zona (monti, fiumi, colline..) ad assistere alla cerimonia. È semplice ma bella e coinvolgente e mentre si fa, si mangia! ^_^
Questo è stato il nostro Despacho:

che poi si "impacchetta" e si mette ad ardere nel camino:

Le ferie estive poi sono arrivate e anche volate via in un attimo, ho pulito TUUUTTA la casa da cima a fondo sia fisicamente che in senso “energetico”.
I miei lavori creativi stentano a ripartire (compreso questo blog ç_ç), probabilmente non è il momento giusto, ma anche questo, verrà.
La mia attività 
stregosa, invece, procede come sempre, ho prodotto olii, unguenti, coni e stick di incenso, sfumini (smudge stick) con le erbe nuove del mio adorato orticello; ho provato nuovi ingredienti e nuove misture per le celebrazioni a venire, non vedo l’ora di portarveli e farveli provare ^^ E non vedo l’ora che sia autunno per aggiungere anche gli inchiostri.
Siccome poi, non si finisce mai di imparare e anche nel posto o nel momento più inverosimile, è possibile trovare uno spunto che ci porti ad un risultato o ad una scoperta, ho cambiato il mio modo di fare gli smudge stick, li ho sempre fatti con le erbe fresche, legati come i salami e messi a seccare, poi ho visto quelli di "Le Erbe di Jan" su Instagram, belli ciciotti, ho chiesto e lei mi ha consigliato di farli con le erbe già secche. Mi si è aperto un mondo quindi vi ho registrato un video:

Ho in programma per l'anno prossimo, di far riposare l'orto perché lo sfrutto da più di cinque anni; non che quest'anno sia stato poco produttivo, ma ho la sensazione che sia una cosa da fare. Vedremo.

Un grazie di cuore e tutti quelli che mi leggono, guardano i miei video e lasciano un commento o mi scrivono in privato, mi fate tanta compagnia.

Sara

PS Se volete rimanere in contatto con me, per parlare di stregoneria, erbe, incensi, misture, resine, cristalli o di qualsiasi cosa vi vada di parlare, mi trovate tutti i giorni sul mio Instagram “acasadisarina”.

Dissertazione paranoica sui sabba estivi e lavoretti stregosi

mercoledì 11 agosto 2021

10 Luglio 2021 - sole caldo
Ascolto: Ambient


È superfluo descrivere come mi senta nella stagione più merdosa dell’anno, non ho nemmeno la forza di snocciolare madonne: soffro il caldo, tutto il resto è contorno.
Però fra una settimana iniziano le ferie ed esigo che siano molto produttive: pulire pulire pulire, creare creare creare.
Ho alcune idee ma non trovo lo slancio giusto per partire: vorrei ricominciare a costruire libri rilegati a mano, vorrei creare un quaderno illustrato, vorrei aggiornare più spesso il blog, con “le erbe di oggi” e cominciare con le pietre; poi mi piacerebbe creare dei post destinati a chi inizia perché leggo tante domande in rete di chi vorrebbe mettersi sul cammino della stregoneria ma non ha la minima idea di come farlo e le risposte che queste persone ricevono dai “grandi maestri”, a volte mi fanno sanguinare gli occhi.
Ho degli obbiettivi anche per quanto riguarda il mio percorso personale, dopo due decenni di “strada dritta”, forse sto per affrontare una leggera curva… Ma per questi devo necessariamente aspettare l'autunno perché con questo caldo e con sedici ore e mezza di luce al giorno che mi friggono l’encefalo, il massimo a cui posso pensare è accendere il clima, mettermici sotto e aspettare di allontanarci dal sole con la rotazione dell’asse terrestre.
Ma per parlare di libri, mi erano piaciuti molto i romanzi della
“Trilogia delle Anime”, di D. Harkness, le vicende di una professoressa di Oxford che riscopre il proprio retaggio di strega, la storia è scorrevole, interessante e non scontata.
Dalla Trilogia, in questi due anni, hanno tratto la serie televisiva, non bella come i libri, ma gradevole e nella seconda stagione, la protagonista viene consacrata a Diana (che è anche il suo nome).
La scena è bellissima: ho tentato di tradurre gli epiteti specifici della Dea dal greco, se qualcuno volesse correggermi è il benvenuto, vorrei ricordare le parole e il rituale che riporto fedelmente.

CONSACRAZIONE A DIANA (Artemide)

Una ciocca di capelli, per l’innocenza;
un’ offerta simbolo per il valore.

Ártemis Agrotera (selvaggia), rinomata cacciatrice, ti prego di conservare questa figlia nelle tue mani;

Ártemis Locheia (parto e levatrice), signora dei lupi, proteggila in ogni modo;

Ártemis Phosphorus (dea della luce) illuminala della tua saggezza quando si troverà nell’ombra;

Ártemis Oupis, (colei che tutto vede o che salva da tutti i mali) custodiscila per la forza del tuo nome durante il viaggio e in questo mondo.

A presto
Sara

Consacrazione a Diana (Artemide)

sabato 10 luglio 2021

Sole caldo. Ascolto "The last Samurai Soundtrack Suite"

L’Estate è arrivata e con essa il mio umore già provato dagli stupidi, è finito in cantina.
Mi consola il fatto che FINALMENTE possiamo incontrarci e celebrare insieme i misteri della Dea, cosa che farò completamente bagnata di sudore dalla testa alle mutande. Evviva l’estate
ee!
Ma parliamo delle tradizioni di questa festa, che se non fosse il “comple” del mio adorato Maghusello, sarei già in clausura sotto il diffusore dell’air condition. 

Una delle attività più belle e caratteristiche di questo periodo, secondo me, è preparare l’Acqua di San Giovanni.
Ci si procura un bacile largo e basso come una zuppiera e dopo il tramonto si riempie di acqua: il massimo sarebbe se fosse di fonte, ma ci accontentiamo di acqua minerale, quindi vi si immergono sette erbe fresche.
Se le cercate in rete, le erbe per l’AdSG variano molto, io ho sempre usato: Lavanda, Artemisia, Ruta, Malva, Iperico, Garofano e Alloro; l’anno scorso, sono IMPAZZITA per trovarle tutte soprattutto la Ruta, quindi ho giurato sui miei antenati che da quest’anno creeremo la nostra propria tradizione e useremo ciò che troveremo a disposizione.,
non capisco perché con i campi pieni di trifoglio rosso e piantaggine, debba impazzire a cercare ciò che non c’è.
Quando vi siete procurati sette erbe, immergetele nell’acqua, una alla volta, potete aggiungere un cristallo, un quarzo ialino, un’ametista o la vostra pietra preferita, potete recitare una formula di ringraziamento per le erbe e/o di consacrazione dell’acqua.
Il contenitore si lascia all’aperto tutta la notte in modo che vi si posi anche la rugiada (quella poca che può esserci dove l’escursione termica tra giorno e notte non esiste più come da noi) della notte di San Giovanni.
La mattina del 24 giungo l’acqua avrà proprietà magiche e curative, ci si può lavare il viso e il corpo soffermandosi sulle parti che ne hanno più bisogno, è possibile conservarla per un ann
o in modo da poterla usare prima di sabba, esbat e rituali.

Un’altra bella attività del Sabba “del Mago beato” è quella di bruciare le erbe secche vecchie, conservate dell’anno precedente.
Le erbe si gettano nel braciere, con un pezzettino di legno qualsiasi.
Anche qui, nel momento in cui le gettate nel braciere, potete recitare una formula di ringraziamento per le erbe per esserci state utili nell’anno precedente.
Quando il fuoco si sarò estinto e il braciere raffreddato, raccogliete la cenere che è rimasta dalla combustione
da conservare fino a Novembre per fare il sale nero e da aggiungere negli inchiostri magici.

L’ultima tradizione di questi giorni Solstiziali di cui vi parlo, è la Barca (o Veliero) di San Pietro.
La sera del 28 giugno, dopo il tramonto, ci si procura un uovo dal guscio bianco e l’albume si lascia colare lentamente in una brocca riempita d’acqua di fonte.
La brocca si porta nell’orto, e si lascia tutta la notte all’aperto vicino ai radicchi (va bene anche il davanzale di una finestra).
La leggenda dice che durante la notte, San Pietro passa nell’orto e soffia sulla brocca
facendo apparire le vele di una barca.
La mattina del 29 si può trarre auspicio dalla forma che il bianco dell’uovo ha assunto nell’acqua.

A questo punto qualcuno penserà che a parlare di santi abbia perso il senno, ma la cosiddetta “stregoneria cattolica” (è un ossimoro, lo so), è un aspetto che, chi come me ricerca la propria tradizione stregonesca nelle Italiche patrie, prima o poi si trova davanti e con cui deve fare i conti. Parlarne non è così semplice.

Eccovi alcune tradizioni di questo periodo.
Sono attività semplici, belle da fare da soli, ancora più belle in rituale di gruppo, tipiche di questo giro della ruota dell’anno.
Non sono antichi misteri nascosti, o attività della congrega che non possono essere rivelate, è bello parlare di queste tradizioni e condividerle.
Spero che possano esservi utili e che anche voi possiate divertirvi a praticarle da soli o con le persone care.
Passate un buon Solstizio,
io approfitterò delle ferie estive per fare tutti quei lavori in casa che non si fanno mai, senza smettere di sperimentare con i miei amati erbe e incensi.

Nei prossimi post (spero di poter essere più produttiva) continuiamo a parlare di erbe magiche.
Vi abbraccio!
Sara

Non si sa come ma siamo già a metà di Maggio, il tempo scivola via.
C’è ancora un tempo gradevole, ma non posso non pensare che il caldo estivo è qui vicino con il dito medio alzato.
Solo per ricordarlo rileggendolo un giorno, quando questo strano anno sarà solo un brutto ricordo, scrivo che i contagi sono in calo e le vaccinazioni corrono; l’estate trascorrerà come lo scorso anno
con una certa, timida speranza; vedremo in autunno se le vaccinazioni avranno dato l’esito sperato.

Ma parliamo di erbe perché alla nostra altitudine, campi, cigli e fossi, sono pieni zeppi di Sambuco
che si fa notare molto bene con i suoi fiorelloni bianco panna fatti a ombrellino.

LE PIANTE DI OGGI
Sambuco (Sambucus Nigra)


Il Sambuco in questi giorni si sta facendo notare prepotentemente dappertutto: solo nella mia stradina che costeggia la ferrovia, ce ne sono due, poi uno all’ingresso del cimitero, uno sul ponte della ferrovia e altri due alla fine della strada, uno a destra e uno a sinistra.
È impossibile non notarli, sono grossi cespugli con fogliolone verde scuro e questi fiorellini bianco panna che tutti insieme formano un ombrellino.
Hanno un odore caratteristico per me non gradevolissimo.
Il S. ha diverse proprietà curative e viene usato anche per farne tisane, un’aceto e uno sciroppo estivo.
Per quanto ci riguarda, il S. è una delle piante più magiche che esistano.
Vi esorto 
ad andare a cercare le leggende sul Sambuco e ad aprire un erbario magico per rendervi conto della quantità di poteri di questa pianta.

Come sempre, io vi propino la mia piccola esperienza.
In fitoterapia, il S, è diuretico (e non solo), quindi in magia, agisce su coloro che trattengono il proprio dolore, che non lo esprimono completamente (e, in situazione di salute, hanno gambe, mani e viso gonfi). La pianta ci accompagna nel percorso di comprensione ed elaborazione dei traumi  e dei dolori.
Le foglie, accartocciate mischiate con olio di lino e bruciate, emanano fumi in grado di risucchiare le energie degli sfortunati che li inspirano.
Il S. può costringere un mago malvagio a sciogliere qualsiasi maleficio contro una persona. Coltivato in giardino protegge dai fulmini e dai furti.
Dal legno, si ricava un flauto per chiamare le fate, è la pianta per eccellenza per comunicare con il piccolo popolo, operazione da eseguire a mezzanotte, in un luogo deserto.
Sempre dal legno si ricavano potenti bacchette magiche.
Insieme a Sorbo, Quercia, Salice, Nocciolo, Betulla, Biancospino, Tasso e Ginepro, 
è uno dei nove alberi sacri nella tradizione Druidica.
Si usa per "particolari" tipi di divinazione.
Nelle tradizioni sciamaniche dell'Est Europa, è proibito bruciare il legno di Sambuco.

Il S. ha affinità con la calcopirite (e qui cominciamo anche a parlare di pietre ^_-)

In agosto/settembre le bacche sono mature, anche quelle si usano sia in cucina che in fitoterapia, io ci faccio un favoloso inchiostro magico e non vedo l'ora di farvelo vedere!!!

Ho già raccolto un bel po' di fiori (se vedete una pazza con la bicicletta, un sacchetto di juta e un forbicione ferma nei campi a tagliare vegetali, sono io ^____^'

Nei prossimi post, ci portiamo avanti con il Solstizio d’Estate perché voglio parlarvi dell’Acqua di San Giovanni e della Barca di San Pietro.
Vi ha incuriosito il Sambuco?
Sara

Le piante di oggi: il Sambuco

sabato 15 maggio 2021


Il mese di Aprile di questo 2021 è stato ETERNO, un mare di impegni fastidiosi e scadenze pressanti, che poi io ho un cervello solo e mal funzionante che quando deve pensare a troppe cose insieme va in stand-by.
Mi è anche passato di mente Calendimaggio, proprio la sera del 30 Aprile, mi sono accorta che era Sabba e che non ci avevo nemmeno pensato (e che quindi ovviamente non ne ho scritto), sperando che sia veramente l’ultimo da reclusi anche se ancora non ci credo.

Almeno c’è stato il primo Unguentorum online, erano sei mesi che pensavamo come poter fare un laboratorio quasi completamente pratico via internet e alla fine abbiamo deciso di proporre dei piccoli video tutorial pre registrati di fai da te stregosi senza audio che abbiamo raccontato sul momento. Fermo restando che Unguentorum fatto di persona è tutt’altra cosa, non è venuto male, ma c’è stato qualche problema tecnico. Pazienza, speriamo solo di poter fare il prossimo in presenza.

Il mio orticello magico è abbastanza rigoglioso, forse un po’ troppo, l’altro giorno stavo appunto pensando che era “un po’” disordinato, che è passata mia zia e lo ha definito “selvaggio”. Pazienza, è che due anni fa volevo far attecchire la Borragine e non c’era verso, allora mi sono inginocchiata e l’ho pregata di attecchire e adesso ha preso il sopravvento, la zia ha osservato che “pregare serve”. Se non altro ho una miriade di meravigliose e felicissime api che la stanno apprezzando.

Ho fatto un piccolo acquisto di legni profumati in particolare per fare gli stick; anche con quelli sono un po’ arenata, ma non importa, avrò molto tempo da passare in casa durante i mesi da passare bloccata sotto il condizionatore. Vi ho mostrato gli acquisti qui:

Vorrei far sapere agli amici che mi hanno seguita la sera di Unguentorum e che mi hanno fatto domande e richieste varie, che sono sempre disponibile per parlare di questi argomenti, qui sul blog o sul mio Instagram acasadisarina.
A presto.
Sara

Chiacchiere intorno a Beltane

martedì 4 maggio 2021

Ho troppi impegni in questo periodo e il multitasking non è il mio forte, ho mille cose da fare fisicamente e “virtualmente” e il mio encefalo, già provato dall’età e dal lavoro, non è in grado di funzionare anche per scrivere (e così, la scusa del cazzo per il mancato aggiornamento del blog, è a posto).

La notizia è che Lunedì 19 Aprile alle 21 circa, con l’Accademia facciamo Unguentorum on line, è il primo in sei mesi di reclusione, UN EVENTO, credevo non fosse possibile proporre on line una laboratorio quasi completamente pratico ma abbiamo trovato una soluzione “creativa”, in qualche modo, faremo.
Trovate tutte le informazioni relative alla serata sulla pagina FB dell'Accademia delle Arti Magiche di Torino o sul mio Instagram @acasadisarina

Ma parliamo di erbe magiche!
Nonostante le chiusure a singhiozzo dei vivai e le gelate notturne in aprile (!!!), il mio orticello magico prosegue il suo ciclo: la Borragine ha preso il sopravvento e pensare che un paio di anni fa per farla attecchire mi sono inginocchiata e l'ho pregata. 
Ho anche qualcosa di nuovo e so già che per i prossimi mesi praticamente non farò altro: arrivo dal lavoro, inforco le ciabatte da giardino, strappo erbacce, innaffio, do forma ai cespugli, muovo la terra.. poi se non ho altro da fare mi siedo li e contemplo orgogliosamente le piante. Poi arriverà il loro tempo balsamico e il momento di tirar loro il collo.

Continuiamo con le piante di oggi.
Nel mio approccio a questa pratica, vi propongo la mia personale visione delle erbe, della loro cura e delle loro proprietà magiche; chiunque è in grado di comprarsi un erbario magico ed è lecito che sia così, ma pochi sperimentano davvero la pratica con queste creature, le usano e le “trasformano”, ancora meno le crescono come delle figlie tenendole in mano da quando sono seme a quando finiscono nel calderone.


LE PIANTE DI OGGI
Maggiorana (Origanum Majorana)

La Maggiorana è una pianta officinale e aromatica usata in cucina in modo abbastanza disomogeneo (nella cucina ligure ad esempio). Erbacea perenne, va dai venti ai sessanta centimetri di altezza. 
A me il profumo sembra simile all’origano, alcuni la ritengono simile al talco per bambini.
Fa delle piccole e fitte foglioline verde scuro che sembrano vellutate e dei fiorellini bianco rosati bellissimi, sia foglie che fiori si raccolgono in luglio.
È pianta maschile, legata a Mercurio e all’elemento aria.
È sacra a Venere perché lei stessa l’ha creata, scegliendo personalmente colore, forma e profumo. Si usa quindi nei rituali d’amore, ad esempio, mettendo un rametto sotto il cuscino prima del sonno, propizia i sogni in cui vedere il volto del futuro marito. Si unisce al corredo delle spose (in un sacchetto tenuto sotto il materasso) come invito alla Dea perché assicuri amore alla coppia.
Una mistura di Violetta e Maggiorana essiccate da fumigare in casa per guarire e prevenire il raffreddore.
Una mistura di Maggiorana, Iperico e Salvia essiccate fumigate nell’auto per prevenire gli incidenti stradali.



CANFORA (Cinammomum Camphora)

Una pianta molto utile e che amo molto, di cui vorrei parlarvi, 
è la Canfora.
L’albero della Canfora o il Canforo, è un grande albero sempreverde, originario dell’Asia orientale (Corea, Giappone, Taiwan), che può vivere più di mille anni. 
È pianta femminile, legata alla Luna e all'elemento Acqua. 
La Canfora (da non confondere con la naftalina) che ha l'aspetto di cristalli bianchi con odore caratteristico, viene ottenuta mediante una particolare lavorazione del legno, è poco solubile in acqua ma molto in alcol, cloroformio ed etere.

Che uso possiamo farne? In magia la Canfora, ha una caratteristica peculiare: trattiene la magia stessa negli strumenti della strega, si mette una pallina di Canfora nella veste rituale prima di riporla, alla fine di riti e celebrazioni per trattenerne l'energia e il potere; per lo stesso scopo, dopo l'utilizzo, si possono passare gli strumenti magici (coltello nero, coppa, bacchetta) nei fumi della canfora gettata sulla pastiglia di carbone; si mette una pallina di Canfora nel luogo dove si conservano i tarocchi per trattenere il loro potere divinatorio. Altresì, la Canfora si fumiga per facilitare la divinazione.
Una curiosità che mi piace ricordare, è che Scott Cunningham, controverso autore di diversi libri "esoterici", ma dal quale si possono trarre anche spunti utili, si lamentava, che negli anni '80, negli Stati Uniti, la Canfora fosse introvabile. 

Finalmente sono riuscita a finire questo post, in questo periodo faccio fatica ad aggiornare il blog, non c'è una vera motivazione, solo un po' di pigrizia.
In più, mi rendo conto che il tema non funziona bene e che il corpo del testo a volte è separato, a volte si "ammucchia", non capisco perché e non so come rimediare, ho anche cercato un nuovo tema online ma non me ne piace nemmeno uno.
Pazienza.
Alla prossima.
Sara

Progetto blog. Le piante di oggi II

sabato 17 aprile 2021

In questi giorni pensavo a cosa poter dire dell’ Equinozio di Primavera senza cadere nei soliti cliché, avevo anche scritto uno dei miei soliti polemicòni sui tecnopagani del 2021, cercate di capirmi: anche questo sabba lo trascorriamo da soli, senza vederci, abbracciarci, consumare un pasto insieme e celebrare i misteri della Dea e la cosa mi pesa enormemente.

Il polemicòne poi l’ho scartato perché, che io mi lamenti o no, la situazione per ora non cambia, spero per il Solstizio d’Estate, ma allora, visto il caldo, comincerà il mio “lockdown” personale annuale.
Beato chi celebra da solo da sempre e si trova bene così.

Iniziamo col dire che l'Equinozio di Primavera segna il passaggio dall’Inverno alla Primavera, che nell’emisfero boreale (il nostro), cade tra il 19 e il 21 di marzo (quest’anno è il 20, oggi) e che in questa data le ore del giorno e della notte, sono pressoché identiche su quasi tutta la Terra.
Per questo, “Primavera” è uno dei Sabba Minori della Ruota dell’Anno.
Il Neopaganesimo chiama questa festa “Ostara”, che deriva dalla dea Germanica “Eostre”, parola che in seguito si è trasformata in Easter (Pasqua in Inglese).
Il tema principale della festa è il risveglio della Natura, che credo sia percepibile anche in città, è un brulicare di vita, di fiori, di api e di uccelli: l’altra mattina alle cinque e mezza, nel cortile dell’ospedale, faceva anche freddo, ma c’era una gran riunione di passerotti chiacchieroni, sembrava proprio che si raccontassero avventure o che si stessero mettendo d’accordo per chissà cosa.
Anche per noi deve essere il momento del risveglio delle nostre energie; durante i mesi invernali, come la Terra ci siamo riposati, abbiamo guardato dentro noi stessi per liberarci di ciò che ci pesa e non portare con noi ciò che non ci serve più in tutti i campi della nostra vita, dallo spirituale al concreto. Ora è il momento di mettere in pratica questo “lavoro” interiore con l’impegno, è un momento di equilibrio e rinnovamento.

I lavori da fare in questo periodo sono ovviamente legati alla semina e alle piante.
Io lo faccio da qualche anno in un piccolissimo orto che ho ricavato da un tratto di cortile ghiaioso e come vi dicevo, coltivo non più di una ventina di piante, quelle adatte al terreno e all’esposizione solare, e quelle che mi servono e che trasformo.
Quando non avevo l’orto, lo facevo nelle vaschette sul bel balcone di mia mamma, non è difficile, è meno impegnativo e i risultati sono ottimi; ricordo che abbiamo seminato e cresciuto una Digitale Purpurea e una Lanata alte un metro e mezzo, erano magnifiche, tutto in vaso.
Si inizia con tre, quattro piante, quelle più conosciute: salvia, rosmarino, menta, alloro, basilico... In due, tre anni, ci si rende conto di come si comportano e
se le cure che abbiamo riservato loro sono adatte a renderle rigogliose. Io ho imparato tutto in rete e dalla mia esperienza anno dopo anno.
Durante la celebrazione è bello scambiarsi bustine di semi, benedirli con il potere del gruppo (o con la vostra propria essenza) e metterli subito in terra. Per fare questo prendiamo delle uova, togliamo la parte superiore del guscio senza romperlo, facciamo deliziose omelette e usiamo il guscio come semenzaio per sfruttare anche il suo significato di protezione, fertilità, equilibrio e promessa di nuova nascita. Una volta sviluppate, le piantine possono essere messe in vaso con il guscio che non farà altro che nutrirle.

Non essendo molto lontani dalla festa della donna, un’altra pratica molto bella in questo giorno è quella di ricordare tutte le nostre antenate donne, mamme, nonne, zie e tutte le donne che hanno ispirato la nostra vita. Potete ricordarle ponendo una loro immagine sull’altare e creando un piccolo rituale di ringraziamento e/o dedicazione.

Come sapete non tengo un altare fisso in casa e non faccio addobbi, non tengo conto delle corrispondenze e per quanto riguarda colori, candele, pietre, fiori, mi arrangio con quello che ho e che mi piace in quel momento.

L’Equinozio di Primavera è una festa molto bella, il clima è ancora fresco e io non posso che esserne contenta. Tutti si rallegrano del ritorno della Primavera, io no, io riesco solo a pensare all’inferno del clima che avremo fra pochissimo tempo.
Ma adesso smetto di lamentarmi e vi auguro un felice Equin
ozio di Primavera.
Sara

P.S. Oggi mi è venuto in mente Narciso, uno degli storici utenti di MaterTerra. Narci, se mi leggi ti ricordo con affetto.


Equinozio di Primavera 2021

sabato 20 marzo 2021

Ho cominciato a occuparmi del mio orticello magico in queste settimane, sono anni che faccio sempre nello stesso modo: a fine febbraio faccio il primo giro al vivaio, comincio
con terricci,
tutori e attrezzi; di piante c’è poco perché è presto.

Ho fatto un secondo giro all’otto di marzo, ho trovato Calendula, Elicriso fior di carta, Malva, Camomilla comune ma nient’ altro, soprattutto l’Issopo che mi è morto. Intanto, lunedì 15 marzo, vista la crescita esponenziale dei contagi, esattamente come un anno fa, siamo passati di nuovo in zona rossa (per questo mi sono già sfogata per bene) e quindi anche il vivaio ha sbarrato le porte.
Ci tornerò se e quando riapriranno e mi accontenterò
di quello che la Terra decide di donare, come sempre.
Poi ieri mi è venuto in mente che tempo fa comprai Iperico e Verbena in rete, mi sono messa a cercare e ho trovato Issopo, Timo, Salvia Sclarea e Ruta (per l’Acqua di San Giovanni!), speriamo che arrivino.
Fa ancora un fresco
adorabile, ma la primavera è qui: c’è chiaro fino alle 19, le piante si sono svegliate, il mio albicocco ha fatto un miliardo di fiori, è stato felicemente e pesantemente bottinato da centinaia di bellissime api e i petali sono anche già caduti quasi tutti, tanto che sembra sia nevicato, quindi, se quest’anno non ci si mette la monilia, mangeremo albicocche a ceste e marmellata a vasi.
In tredici anni, ho piantato e seminato di tutto, e un po’ perché inadatte al terreno del mio orto, un po’ perché non utili alla mia piccola pratica stregonica, le piante che con il tempo mi sono lasciata dietro, sono tante.
Ora coltivo una ventina di piante non di più, quelle che ci stanno, quelle che mi servono, che uso e che trasformo, così non spreco soldi, tempo e risorse umane e naturali.

Cominciamo con le mie amate, indispensabili piante (poche e utili informazioni ciascuna), perché (dopo gli animali) non c’è creatura più bella e viva e che ci da così tanto.

LE PIANTE DI OGGI
Borragine (Borago Officinalis)

È una pianta annuale che arriva anche a sessanta cm. di altezza, con grosse foglie verde scuro e pelose, che quasi pungono. Formano dapprima una rosetta basale e aumentano via via finché vi spunta al centro un grosso boccio di fiori che si sviluppano blu e viola a forma di stella e che purtroppo hanno breve durata.
Sono impazzita cercando di farla attecchire, poi l’anno scorso, ne sono nate cinque spontaneamente e adesso sono molto belle.
È una pianta maschile, associata a Giove e all’elemento aria.
Si usano tutte le parti della pianta,
le foglie si colgono a marzo prima della fioritura perché poi vanno ingiallendo partendo dalla base, i fiori invece, in boccio. Oltre ad essere usata come pianta medicinale, le sue principali proprietà magiche sono quelle di aumentare la fiducia in se stessi e di aumentare i poteri psichici.

Melissa (Melissa Officinalis)

È una pianta perenne che fa un bel cespuglio che arriva anche a ottanta centimetri e piccolissimi ma bellissimi fiori bianchi e gialli bottinati dalle api. Le foglie sono a forma di cuore, verde brillante (salvo scurire in agosto), zigrinate e dentellate e se strofinate lasciano un intenso, meraviglioso profumo di limone. La coltivo facilmente e necessita pochissime cure.
Si utilizzano le foglie prima della fioritura e i fiori appena sbocciati.
È pianta femminile, associata alla Luna e all’elemento aria, nella mitologia, Melissa era una Ninfa che avrebbe inventato l’arte dell’apicoltura.
Non
tutti sanno che è un’erba di S. Giovanni e quindi è consigliato coglierla il 24 Giugno, verso mezzogiorno.
In magia,
usata in pozioni, sacchetti e bagni, aiuta a mantenere la parola data e a non trascurare gli impegni, predispone agli incontri con persone importanti, dona serenità nel campo dei sentimenti e si usa nei rituali d’amore.

Da oggi inizio sul blog un percorso che dura otto mesi all'anno da quando vado al vivaio a fine febbraio: la semina,/trapianto, il raccolto e la trasformazione, fino a quando si raccoglie il rimanente prima di Calenda (31 ottobre).

Se avete piacere a tenervi in contatto con me, mi trovate su Instagram: acasadisarina, dove sono più presente e posto tutti i miei esperimenti stregosi.

Alla prossima
Sara

Primavera e nuovo progetto blog: Le piante di oggi

mercoledì 17 marzo 2021