Alla fine ce l'ho fatta a caricare e configurare il tema acquistato giorni fa, non credevo, mi faccio "pat pat" sulla spalla da sola.
Avevo il vecchio tema (una volta si chiamavano "template") da diverso tempo, era di quelli che si trovano gratuiti in giro per il web, ho una minima nozione di HTML perché avevo costruito la primissima versione di MaterTerra con un programma che si chiamava "Front Page" (regolarmente acquistato in scatola al Computer Discount, che ricordi! :-o), in più, in particolare per i blog, quando vedevo una pagina che mi piaceva andavo a rubacchiare il codice e, ruba qui, ruba li, qualcosa è rimasto, quindi lo avevo modificato io.
Aveva diversi problemi che non ero in grado di risolvere, obsoleto graficamente e inadatto alle esigenze e agli standard di navigazione di oggi: uno strumento vecchio e inefficiente, unito alla pigrizia e alla mancanza di "soggetto", fanno passare la voglia di usarlo. Avevo provato diverse volte a cercare qualcosa di nuovo, sempre fra quelli gratuiti in verità e non avevo MAI trovato niente, perché cercavo delle caratteristiche precise che solo a commissionarlo.. Trovo questa designer per caso e in un attimo i suoi temi mi piacciono subito, a pelle, tutti. Ho passato la sera a confrontarne tre o quatto guardando continuamente le demo e scarta, scarta, è rimasto questo che trovo molto carino e moderno. L'ho installato ed era tutto sballato, ma con le istruzioni allegate, poco html e qualche suo consiglio mi sembra che sia venuto carino. Ora sarebbe meglio riempirlo! ^_^ Sa
Domenica
15 Agosto 2021 ore 17, fa un caldo mortale.
Ascolto: A. Vivaldi
- Concerto per due mandolini ed archi
Quando
apriiMaterTerra
nel 2002, eravamo orfani del Sussurro
delle Streghe
da poco tempo, c’erano
molti sitarelli fotocopia pseudo-wiccan, oppure siti più seri ma
molto chiusi, spesso
belli esteticamente (come rimpiango l’era dell’html!), ma non vi
era interazione e spesso
non
si capiva nemmeno chi ne
fosse
il gestore; altri invece, riguardavano una tradizione/branca
dell’esoterismo specifica
e ristretta. Aprii
MaterTerraperché
venivo dal Sussurro
delle Streghe dove
Mandragora,
non desiderava rivolgersi a chi era all’inizio, non perché fosse
sprezzante o altezzoso, ma perché estremamente (forse troppo) cauto.
Si chiedeva continuamente chi poteva avere davanti e se ciò che
diceva, avrebbe potuto in qualche modo sviare l’inizio del percorso
di una persona, piuttosto che aiutarla. In questo modo però, si
creava un “vuoto formativo”, un divario fra chi imparava a
memoria sterili elenchi di strumenti magici e sabba dai nomi esotici
sui suddetti sitarelli
e
chi riconosceva una guida seria e dedita che, considerandoti
meritevole, non esitava ad aprirti la corte interna del sito fatta di
studi e laboratori, luogo però, dal quale era anche facile uscire in
fretta e senza tante cerimonie.
Aprii
MaterTerraper
tentare di colmare qual divario, volevo tenere con me la cautela di
Mandragora,
ma parlare principalmente ai nuovi del “cammino”, perché
so come ci si sente scoprendo una cosa per cui ti scoppia il cuore di
emozione, ce l’hai li davanti e la vorresti subito, ma non hai le
dita per afferrarla e vorresti che qualcuno te
le desse, Volevo
dar loro le dita parlando
della MIA stregoneria e
così
è stato,con alti e bassi, per diciassette anni; a chiunque arrivasse
nella mia casa a dirmi: ”Sono nuovo, SENTO QUALCOSA DENTRO DI ME ma
non so da che parte cominciare”, ripetevo
le stesse cose, forse l’ho fatto centinaia di volte
(ne ho parlato QUI) tentando
di raccontare la spiritualità
che ci DEVE necessariamente accompagnare sul cammino di quell’
insieme di pratiche sciamaniche che è per me la stregoneria.
Quando
ho chiuso il sito, tutto
ciò è venuto
meno: è
difficile farlo su un blog e
in Accademia c’è un approccio diverso ai misteri esoterici vedo
che le persone sono interessate alla teoria e alla pratica ma non
alla spiritualità, questo
aspetto della divulgazione mi manca molto. Parallelamente,
il mio interesse per i tecno-divulgatori, si è intensificato (ne ho
parlato QUI) e
la spiritualità è sempre l’ultimo dei temi trattati dalla
maggior parte di essi (conosco una sola eccezione).
Credo
fermamente che, nel rispetto degli altri, ognuno possa fare e
credere in quello che vuole, rispetto le scelte, le credenze e le
pratiche di chiunque, ma alcuni concetti non li posso proprio
condividere. Mi
piacerebbe ricominciare a parlare a
chi inizia, abbracciare virtualmente chi, guardandosi
intorno, ad un certo punto non ha visto più solo alberi, fiumi e
uccelli, e chi
ha capito che il
vento non porta solo scompiglio fra le foglie.. Non
sarà di certo facile. A presto Sara
10
Agosto 2021 Ascolto:
Miserere
mei, Deus – G.
Allegri
Non
ho mai avvertito l’energia del sabba del 1
(o 2)
di Agosto, nemmeno quando la nostra, era una piccola coven di quattro
persone, più
intima, raccolta, dedita
e sicuramente
più spirituale: non
c’è atmosfera, non c’è energia, la ruota dell’anno compie uno
dei suoi giri sì, ma lo fa con grande fatica. I
Celti chiamavano questa festa “Lughnasadh”
termine che deriva dal dio solare
Lugh; è
chiamata
anche Lammas, parola che invece
ha una radice più anglosassone;
per
entrambi era la prima festa del raccolto.
Anche noi Italiche
genti possiamo chiamare questa festa “Raccolto”, ma
dobbiamo necessariamente attribuirgli un significato spirituale
di “traguardo evolutivo personale” per
consolidare i frutti raccolti dentro di noi,perché,
in senso
strettamente agricolo, all’inizio
di Agosto in Italia, il primo raccolto
è
già andato
da
un bel pezzo.
ll
grano si miete in Giugno,
ad
Agosto
invece,
potrebbe già esserci il grano turco da tavola (come
mangime animale o per
la farina
si attende Settembre).
Tirando le somme, alle nostre latitudini,
se si volesse conferire mero senso agricolo alle festività, il primo
raccolto dovrebbe
essere ricordato/festeggiato alla fine di Giugno e quello di
Agosto essere solo il secondo. Di
questo passo,
il Sabba dell’Equinozio di Autunno, chiamato anche “Secunda”
(da
“secondo raccolto”), diventa il terzo, lasciando alla Calenda di
Novembre, l’appellativo di “ultimo
sabba del raccolto” perché tutto ciò che cresce sulla terra dopo
il 31 di Ottobre, per tradizione e superstizione, appartiene ai
defunti.
Tutta
questa omelia per arrivare a dire che il
sabba del primo di Agosto, idealmente,
dovrebbe
mirare ad ottenere un consolidamento dei risultati di crescita
personale ottenuti durante l’anno, cercando di conoscere meglio se
stessi, di raccogliere ciò che abbiamo seminato nel bene e nel male
per poter risvegliare le nostre facoltà.
Poi
ci sono io che, Raccolto o no, accendo il condizionatore, mi metto
sotto e aspetto l’autunno.
Da
qualche anno, per questa festa ospito due cari amici che seguono entrambi la via dello Sciamanesimo Andino, non
mi va proprio di tirare fuori ceri, pentacoli, coltelli rituali, di
aprire un cerchio e chiamare gli elementi, quindi chiedo loro di
venire e fare una cerimonia di ringraziamento alla Madre Terra che
si chiama “Despacho” che consiste nell’offrire cibo e fiori
alla Madre Terra appunto, chiamando prima i propri maestri di vita e i Numi Tutelari della zona
(monti, fiumi, colline..) ad assistere alla cerimonia. È
semplice ma bella e coinvolgente e mentre si fa, si mangia!
^_^
Questo è stato il nostro Despacho:
che
poi si "impacchetta" e si mette ad ardere nel camino:
Le
ferie estive poi sono arrivate e
anche volate via in un attimo,
ho pulito
TUUUTTA la casa da cima a fondo sia fisicamente che in senso
“energetico”. I
miei lavori creativi stentano a ripartire (compreso questo blog ç_ç), probabilmente non è il
momento giusto, ma anche questo, verrà. La mia attività stregosa, invece, procede come sempre, ho prodotto
olii, unguenti, coni e stick di incenso, sfumini (smudge stick) con
le erbe nuove del mio adorato orticello; ho provato nuovi ingredienti e nuove misture per le celebrazioni a
venire, non vedo l’ora di portarveli e farveli provare ^^ E
non vedo l’ora che sia autunno per aggiungere anche gli inchiostri. Siccome poi, non si finisce mai di imparare e anche nel posto o nel momento più inverosimile, è possibile trovare uno spunto che ci porti ad un risultato o ad una scoperta, ho
cambiato il mio modo di fare gli smudge stick, li ho sempre fatti con
le erbe fresche, legati come
i salami
e messi a seccare, poi ho visto
quelli di
"Le Erbe di Jan" su Instagram, belli
ciciotti, ho chiesto e lei mi ha consigliato di farli con le erbe già
secche. Mi si è aperto un mondo quindi vi ho registrato un video:
Ho in programma per l'anno prossimo, di far riposare l'orto perché lo sfrutto da più di cinque anni; non che quest'anno sia stato poco produttivo, ma ho la sensazione che sia una cosa da fare. Vedremo.
Un
grazie di cuore e tutti quelli che mi leggono, guardano i miei video
e lasciano un commento o mi scrivono in privato, mi fate tanta
compagnia.
Sara
PS Se volete rimanere in contatto con me,
per parlare di stregoneria, erbe, incensi, misture, resine, cristalli
o di qualsiasi cosa vi vada di parlare, mi trovate tutti i giorni sul
mio Instagram “acasadisarina”.
È
superfluo descrivere come mi senta nella stagione più merdosa
dell’anno, non ho nemmeno la forza di snocciolare madonne: soffro
il caldo, tutto il resto è contorno.
Però fra una settimana
iniziano le ferie ed esigo che siano molto produttive: pulire pulire
pulire, creare creare creare.
Ho alcune idee ma non trovo lo
slancio giusto per partire: vorrei ricominciare a costruire libri
rilegati a mano, vorrei creare un quaderno illustrato, vorrei
aggiornare più spesso il blog, con “le erbe di oggi” e
cominciare con le pietre; poi mi piacerebbe creare dei post destinati
a chi inizia perché leggo tante domande in rete di chi vorrebbe
mettersi sul cammino della stregoneria ma non ha la minima idea di
come farlo e le risposte che queste persone ricevono dai “grandi
maestri”, a volte mi fanno sanguinare gli occhi.
Ho degli
obbiettivi anche per quanto riguarda il mio percorso personale, dopo
due decenni di “strada dritta”, forse sto per affrontare una
leggera curva… Ma per questi devo necessariamente aspettare
l'autunno perché con questo caldo e con sedici ore e mezza di luce
al giorno che mi friggono l’encefalo, il massimo a cui posso
pensare è accendere il clima, mettermici sotto e aspettare di
allontanarci dal sole con la rotazione dell’asse terrestre.
Ma
per parlare di libri, mi erano piaciuti molto i romanzi della
“Trilogia delle Anime”, di D. Harkness, le vicende di una
professoressa di Oxford che riscopre il proprio retaggio di strega,
la storia è scorrevole, interessante e non scontata.
Dalla
Trilogia, in questi due anni, hanno tratto la serie televisiva, non
bella come i libri, ma gradevole e nella seconda stagione, la
protagonista viene consacrata a Diana (che è anche il suo nome).
La
scena è bellissima: ho tentato di tradurre gli epiteti specifici
della Dea dal greco, se qualcuno volesse correggermi è il benvenuto,
vorrei ricordare le parole e il rituale che riporto
fedelmente.
CONSACRAZIONE A DIANA (Artemide)
Una
ciocca di capelli, per l’innocenza;
un’ offerta simbolo per
il valore.
Ártemis Agrotera (selvaggia), rinomata
cacciatrice, ti prego di conservare questa figlia nelle tue mani;
Ártemis
Locheia (parto e levatrice), signora dei lupi, proteggila in ogni
modo;
Ártemis
Phosphorus (dea della luce) illuminala della tua saggezza quando si
troverà nell’ombra;
Ártemis
Oupis, (colei che tutto vede o che salva da tutti i mali)
custodiscila per la forza del tuo nome durante il viaggio e in questo
mondo.
Sole caldo. Ascolto "The last Samurai Soundtrack Suite"
L’Estate
è arrivata e con essa il mio umore già provato dagli stupidi, è
finito in cantina.
Mi consola il fatto che FINALMENTE possiamo
incontrarci e celebrare insieme i misteri della Dea, cosa che farò
completamente bagnata di sudore dalla testa alle mutande. Evviva
l’estateee! Ma
parliamo delle tradizioni di questa festa, che se non fosse il
“comple” del mio adorato Maghusello, sarei già in clausura sotto
il diffusore dell’air condition.
Una
delle attività più belle e caratteristiche
di questo periodo,
secondo me, è preparare l’Acqua di San Giovanni. Ci
si procura un bacile largo e basso come una zuppiera e
dopo il tramonto si
riempie di acqua: il massimo sarebbe se fosse di fonte, ma ci
accontentiamo di acqua minerale, quindi vi si immergono sette erbe fresche.
Se le cercate in rete, le erbe per l’AdSG variano molto, io ho
sempre usato: Lavanda, Artemisia, Ruta, Malva, Iperico, Garofano e
Alloro; l’anno scorso, sono IMPAZZITA per trovarle tutte
soprattutto la Ruta, quindi ho giurato sui miei antenati che da
quest’anno creeremo la nostra propria tradizione e useremo ciò che
troveremo a disposizione., non
capisco perché con i campi pieni di trifoglio rosso e piantaggine,
debba impazzire a cercare ciò che non c’è. Quando vi siete procurati sette erbe, immergetele nell’acqua, una alla volta, potete aggiungere un cristallo, un quarzo ialino, un’ametista o la
vostra pietra preferita, potete recitare una formula di ringraziamento per le erbe e/o di
consacrazione dell’acqua. Il
contenitore si lascia all’aperto tutta la notte in modo che vi si
posi anche la rugiada (quella poca che può esserci dove
l’escursione termica tra giorno e notte non esiste più come da
noi) della notte di San Giovanni.
La mattina del 24 giungo
l’acqua avrà proprietà magiche e curative, ci si può lavare il
viso e il corpo soffermandosi sulle parti che ne hanno più bisogno,
è possibile conservarla per un anno in modo da poterla usare prima
di sabba, esbat e rituali.
Un’altra
bella attività del Sabba “del Mago beato” è quella di bruciare
le erbe secche
vecchie, conservate dell’anno precedente.
Le erbe si gettano nel
braciere, con un pezzettino di legno qualsiasi. Anche qui, nel
momento in cui le gettate nel braciere, potete recitare una formula
di ringraziamento per le erbe per esserci state utili nell’anno
precedente.
Quando il fuoco si sarò estinto e il braciere
raffreddato, raccogliete la cenere che è rimasta dalla combustione
da
conservare fino a Novembre per
fare il sale nero e
da aggiungere negli inchiostri magici.
L’ultima
tradizione di questi giorni Solstiziali di cui vi parlo,
è la Barca
(o
Veliero) di
San Pietro. La
seradel
28 giugno, dopo
il tramonto, ci
si procura un
uovo dal
guscio bianco
e
l’albume si
lascia colare
lentamentein
una brocca riempita d’acqua di fonte.
La
brocca si porta nell’orto, e si lascia tutta la notte all’aperto
vicino ai radicchi (va bene anche il davanzale di una finestra).
La leggenda dice che durante la notte, San
Pietro passa nell’orto e soffia sulla brocca facendo
apparire le vele di una barca.
La mattina del 29 si può trarre auspicio dalla forma che il
bianco dell’uovo ha assunto nell’acqua.
A
questo punto qualcuno penserà che a parlare di santi abbia perso il
senno, ma la cosiddetta “stregoneria cattolica” (è un ossimoro,
lo so), è un aspetto che, chi come me ricerca la propria
tradizione stregonesca nelle Italiche patrie, prima o poi si trova
davanti e con cui deve fare i conti. Parlarne non è così semplice.
Eccovi
alcune tradizioni di questo periodo. Sono
attività semplici, belle
da fare da soli, ancora più belle in rituale
di gruppo,
tipiche di questo giro
della ruota dell’anno. Non
sono antichi misteri nascosti, o
attività della congrega che non possono essere rivelate, è bello
parlare di queste tradizioni e condividerle. Spero
che possano esservi utili e che anche voi possiate divertirvi a
praticarle da soli o con le persone care.
Passate un buon
Solstizio, io
approfitterò delle ferie estiveper
fare tutti quei lavori in casa che non si fanno mai, senza smettere
di sperimentare con i miei amati erbe e incensi.
Nei prossimi post (spero di poter essere più produttiva) continuiamo a parlare di erbe magiche.
Vi abbraccio!
Sara
Non
si sa come ma siamo già a metà di Maggio, il tempo scivola via.
C’è
ancora un tempo gradevole, ma non posso non pensare che il caldo
estivo è qui vicino con il dito medio alzato.
Solo per
ricordarlo rileggendolo un giorno, quando questo strano anno sarà
solo un brutto ricordo, scrivo che i contagi sono in calo e le
vaccinazioni corrono; l’estate trascorrerà come lo scorso anno con
una certa, timida speranza;
vedremo in autunno se le vaccinazioni avranno dato l’esito
sperato. Ma
parliamo di erbe perché alla nostra altitudine, campi, cigli e
fossi, sono pieni zeppi di Sambuco che
si fa notare molto bene con i suoi fiorelloni bianco panna fatti a
ombrellino.
LE
PIANTE DI OGGI Sambuco (Sambucus Nigra)
Il Sambuco in questi giorni si sta facendo
notare prepotentemente dappertutto: solo nella mia stradina che
costeggia la ferrovia, ce ne sono due, poi
uno
all’ingresso del cimitero, uno sul ponte della ferrovia e altri due
alla fine della strada, uno a destra e uno a sinistra. È impossibile
non notarli, sono grossi cespugli con fogliolone verde scuro e questi
fiorellini bianco panna che tutti insieme formano un ombrellino.
Hanno
un odore caratteristico per me non gradevolissimo.
Il S. ha
diverse proprietà curative e viene usato anche per farne tisane,
un’aceto e uno sciroppo estivo.
Per quanto ci riguarda, il S.
è una delle piante più magiche che esistano.
Vi esorto ad andare a cercare le leggende sul Sambuco e ad aprire un erbario magico per rendervi conto della quantità di poteri di questa pianta.
Come sempre, io vi propino la mia piccola esperienza. In fitoterapia, il S, è diuretico (e non solo), quindi in magia, agisce su coloro che trattengono il proprio dolore, che non lo esprimono completamente (e, in situazione di salute, hanno gambe, mani e viso gonfi). La pianta ci accompagna nel percorso di comprensione ed elaborazione dei traumi e dei dolori. Le foglie, accartocciate mischiate con olio di lino e bruciate, emanano fumi in grado di risucchiare le energie degli sfortunati che li inspirano. Il S. può costringere un mago malvagio a sciogliere qualsiasi maleficio contro una persona. Coltivato in giardino protegge dai fulmini e dai furti. Dal legno, si ricava un flauto per chiamare le fate, è la pianta per eccellenza per comunicare con il piccolo popolo, operazione da eseguire a mezzanotte, in un luogo deserto. Sempre dal legno si ricavano potenti bacchette magiche. Insieme a Sorbo, Quercia, Salice, Nocciolo, Betulla, Biancospino, Tasso e Ginepro, è uno dei nove alberi sacri nella tradizione Druidica. Si usa per "particolari" tipi di divinazione. Nelle tradizioni sciamaniche dell'Est Europa, è proibito bruciare il legno di Sambuco.
Il S. ha affinità con la calcopirite (e qui cominciamo anche a parlare di pietre ^_-)
In agosto/settembre le bacche sono mature, anche quelle si usano sia in cucina
che in fitoterapia, io ci faccio un favoloso inchiostro magico e non
vedo l'ora di farvelo vedere!!! Ho
già raccolto un bel po' di fiori (se vedete una pazza con la
bicicletta, un sacchetto di juta e un forbicione ferma nei campi a
tagliare vegetali, sono io ^____^'
Nei
prossimi post, ci portiamo avanti con il Solstizio d’Estate perché
voglio parlarvi dell’Acqua di San Giovanni e della Barca di San
Pietro.
Vi ha incuriosito il Sambuco?
Sara
Il
mese di Aprile di questo 2021 è stato ETERNO, un mare di impegni
fastidiosi e scadenze pressanti, che poi io ho un cervello solo e mal
funzionante che quando deve pensare a troppe cose insieme va in
stand-by.
Mi è anche passato di mente Calendimaggio, proprio la
sera del 30 Aprile, mi sono accorta che era Sabba e che non ci avevo
nemmeno pensato (e che quindi ovviamente non ne ho scritto), sperando
che sia veramente l’ultimo da reclusi anche se ancora non ci
credo.
Almeno
c’è stato
il primo Unguentorum
online, erano sei mesi che pensavamo come poter fare un laboratorio
quasi completamente pratico via internet e alla fine abbiamo deciso
di proporre dei piccoli video tutorial pre registrati di fai da te
stregosi senza audio che abbiamo raccontato sul momento. Fermo
restando che Unguentorum fatto di persona è tutt’altra cosa, non è
venuto male, ma c’è stato qualche problema tecnico. Pazienza,
speriamo solo di poter fare il prossimo in presenza.
Il
mio orticello magico è abbastanza rigoglioso, forse un po’ troppo,
l’altro giorno stavo appunto pensando che era “un po’”
disordinato,che
è passata mia zia e lo ha definito “selvaggio”. Pazienza, è
che due anni fa volevo far attecchire la Borragine e non c’era
verso, allora mi sono inginocchiata e l’ho pregata di attecchire e
adesso ha preso il sopravvento, la zia ha osservato che “pregare
serve”. Se non altro ho una miriade di meravigliose e felicissime
api che la stanno apprezzando.
Ho fatto un piccolo acquisto di
legni profumati in particolare per fare gli stick; anche con quelli
sono un po’ arenata, ma non importa, avrò molto tempo da passare
in casa durante i mesi da passare bloccata sotto il condizionatore.
Vi ho mostrato gli acquisti qui:
Vorrei
far sapere agli amici che mi hanno seguita la sera di Unguentorum e
che mi hanno fatto domande e richieste varie, che sono sempre
disponibile per parlare di questi argomenti, qui sul blog o sul mio
Instagram acasadisarina. A
presto. Sara
Ho
troppi impegni in questo periodo e il multitasking non è il mio
forte, ho
mille cose da fare fisicamente e “virtualmente” e
il
mio encefalo, già provato dall’età e dal lavoro, non è in grado
di funzionare
anche
per scrivere (e così, la scusa del cazzo per il mancato
aggiornamento del blog, è a posto).
La
notizia è cheLunedì 19 Aprile alle 21 circa, con l’Accademia
facciamo Unguentorum on line, è il primo in sei mesi di
reclusione, UN
EVENTO, credevo
non fosse possibile proporre on line una laboratorio quasi
completamente pratico ma
abbiamo trovato una soluzione “creativa”,
in qualche modo, faremo. Trovate tutte le informazioni relative alla serata sullapagina FB dell'Accademia delle Arti Magiche di Torinoo sul mioInstagram@acasadisarina
Ma parliamo di erbe magiche! Nonostante le chiusure a singhiozzo dei vivai e le gelate notturne in aprile (!!!), il mio orticello magico prosegue il suo ciclo: la Borragine ha preso il sopravvento e pensare che un paio di anni fa per farla attecchire mi sono inginocchiata e l'ho pregata. Ho
anche qualcosa di nuovo e so già che per i prossimi mesi praticamente
non farò altro: arrivo dal lavoro, inforco le ciabatte da giardino,
strappo erbacce, innaffio, do forma ai cespugli, muovo la terra.. poi
se non ho altro da fare mi siedo li e contemplo orgogliosamente le
piante. Poi arriverà il loro tempo balsamico e il momento di tirar loro il collo.
Continuiamo con le piante di oggi. Nel
mio approccio a questa pratica, vi propongo la mia personale visione
delle erbe, della loro cura e delle loro proprietà magiche;chiunque
è in grado di comprarsi un erbario magico ed
è lecito che sia così, ma pochi sperimentano davvero la pratica con
queste creature, le usano e le “trasformano”, ancora meno le
crescono come delle figlie tenendole in mano da quando sono seme a
quando finiscono nel calderone.
LE
PIANTE DI OGGI Maggiorana (Origanum Majorana)
La Maggiorana è una pianta officinale e aromatica usata in cucina in modo abbastanza disomogeneo (nella cucina ligure ad esempio). Erbacea perenne, va dai venti ai sessanta centimetri di altezza. A me il profumo sembra simile all’origano, alcuni la ritengono simile al talco per bambini. Fa delle piccole e fitte foglioline verde scuro che sembrano vellutate e dei fiorellini bianco rosati bellissimi, sia foglie che fiori si raccolgono in luglio. È pianta maschile, legata a Mercurio e all’elemento aria. È sacra a Venere perché lei stessa l’ha creata, scegliendo personalmente colore, forma e profumo. Si usa quindi nei rituali d’amore, ad esempio, mettendo un rametto sotto il cuscino prima del sonno, propizia i sogni in cui vedere il volto del futuro marito. Si unisce al corredo delle spose (in un sacchetto tenuto sotto il materasso) come invito alla Dea perché assicuri amore alla coppia. Una mistura di Violetta e Maggiorana essiccate da fumigare in casa per guarire e prevenire il raffreddore. Una mistura di Maggiorana, Iperico e Salvia essiccate fumigate nell’auto per prevenire gli incidenti stradali.
CANFORA (Cinammomum Camphora)
Una pianta molto utile e che amo molto, di cui vorrei parlarvi, è
la Canfora. L’albero
della Canfora o il Canforo, è un
grande albero
sempreverde, originario
dell’Asia orientale (Corea,
Giappone, Taiwan),
che
può vivere più di mille anni. È pianta femminile, legata alla Luna e all'elemento Acqua. La Canfora (da non confondere con la naftalina) che ha l'aspetto di cristalli bianchi con odore caratteristico, viene ottenuta mediante una particolare lavorazione del legno, è poco solubile in acqua ma molto in alcol, cloroformio ed etere.
Che
uso possiamo farne? In magia la Canfora, ha una caratteristica
peculiare: trattiene la magia stessa negli strumenti della strega, si
mette una pallina di Canfora nella veste rituale prima di riporla,
alla fine di riti e celebrazioni per trattenerne l'energia e il
potere; per lo stesso scopo, dopo l'utilizzo, si possono passare gli
strumenti magici (coltello nero, coppa, bacchetta) nei fumi della
canfora gettata sulla pastiglia di carbone; si mette una pallina di
Canfora nel luogo dove si conservano i tarocchi per trattenere il
loro potere divinatorio. Altresì, la Canfora si fumiga per
facilitare la divinazione. Una
curiosità che mi piace ricordare, è che Scott Cunningham,
controverso autore di diversi libri "esoterici", ma dal
quale si possono trarre anche spunti utili, si lamentava, che negli
anni '80, negli Stati Uniti, la Canfora fosse introvabile.
Finalmente
sono riuscita a finire questo post, in questo periodo faccio fatica
ad aggiornare il blog, non c'è una vera motivazione, solo un po' di
pigrizia. In più, mi rendo conto che il tema non funziona bene e che
il corpo del testo a volte è separato, a volte si "ammucchia",
non capisco perché e non so come rimediare, ho anche cercato un
nuovo tema online ma non me ne piace nemmeno uno. Pazienza. Alla prossima. Sara
In
questi giorni pensavo a cosa poter dire
dell’ Equinozio
di Primavera senza
cadere
nei soliti cliché, avevo anche scritto uno dei miei soliti
polemicòni
sui tecnopagani del 2021, cercate
di capirmi: anche questo sabba lo trascorriamo da soli, senza
vederci, abbracciarci, consumare
un pasto insieme e celebrare
i
misteri della Dea e la cosa mi pesa enormemente.
Il
polemicòne
poi l’ho scartato perché, che io mi lamenti o no, la situazione
per ora non cambia, spero per il Solstizio d’Estate,
ma allora, visto il caldo, comincerà il mio “lockdown” personale
annuale. Beato
chi celebra da solo da sempre e si trova bene così.
Iniziamo
col
dire che l'Equinozio di Primavera segna il passaggio dall’Inverno
alla Primavera, che
nell’emisfero boreale (il nostro), cade tra il 19 e il 21 di marzo
(quest’anno è il 20, oggi)
e che in questa data le ore del giorno e della notte, sono pressoché
identiche su quasi tutta la Terra. Per
questo, “Primavera” è uno dei Sabba Minori
della Ruota dell’Anno. Il
Neopaganesimo chiama
questa festa “Ostara”, che deriva dalla dea Germanica “Eostre”,
parola che in seguito si è trasformata in Easter (Pasqua in
Inglese). Il
tema principale della festa è il risveglio della Natura, che
credo sia percepibile anche in città, è un brulicare di vita, di
fiori, di api e di uccelli: l’altra mattina alle cinque e mezza,
nel cortile dell’ospedale, faceva anche freddo, ma c’era
una
gran
riunione
di passerotti chiacchieroni, sembrava
proprio che si raccontassero avventure o che si stessero mettendo
d’accordo per chissà cosa. Anche
per noi deve essere il momento del risveglio delle nostre energie;
durante
i mesi invernali, come la Terra ci siamo riposati, abbiamo guardato
dentro noi stessi per liberarci di ciò che ci pesa e non portare con
noi ciò che non ci serve più in tutti i campi della nostra vita,
dallo spirituale al concreto. Ora è il momento di mettere in pratica
questo “lavoro” interiore con l’impegno, è un momento di
equilibrio e rinnovamento.
I
lavori da fare in questo periodo sono ovviamente legati alla semina e
alle piante.
Io lo faccio da qualche anno in un piccolissimo orto che ho
ricavato da un tratto di cortile ghiaioso e come vi dicevo, coltivo
non più di una ventina di piante, quelle adatte al terreno e
all’esposizione solare, e quelle che mi servono e che
trasformo. Quando
non avevo l’orto, lo facevo nelle vaschette sul bel
balcone di mia mamma,
non
è difficile,
è meno impegnativo e i risultati sono ottimi; ricordo che abbiamo
seminato e cresciuto una Digitale
Purpurea
e una Lanata
alte un
metro e mezzo, erano magnifiche, tutto
in vaso. Si inizia con tre, quattro piante, quelle più
conosciute: salvia, rosmarino, menta, alloro, basilico... In due, tre
anni, ci si rende conto di come si comportano e se
le cure che abbiamo riservato loro sono adatte a renderle rigogliose.
Io ho imparato tutto in rete e dalla mia esperienza anno dopo anno. Durante
la celebrazione
è bello scambiarsi bustine di semi, benedirli
con il potere del gruppo (o
con la vostra propria essenza) e
metterli subito in terra. Per fare questo prendiamo delle uova,
togliamo la parte superiore del guscio senza romperlo, facciamo
deliziose omelette e usiamo il guscio come semenzaio per sfruttare
anche il suo significato di protezione, fertilità,
equilibrio
e promessa di nuova nascita. Una volta sviluppate, le piantine
possono essere messe in vaso con il guscio che non farà altro che
nutrirle.
Non
essendo molto lontani dalla festa della donna, un’altra
pratica molto bella in questo giorno è quella di ricordare tutte le
nostre antenate donne, mamme, nonne, zie e tutte le donne che hanno
ispirato la nostra vita. Potete
ricordarle ponendo una loro immagine sull’altare e creando un
piccolo rituale di ringraziamento e/o dedicazione. Come
sapete non tengo un altare fisso in casa e non faccio addobbi, non
tengo conto delle corrispondenze e per quanto riguarda colori,
candele, pietre, fiori, mi arrangio con quello che ho e che mi piace
in quel momento.
L’Equinozio
di Primavera è una festa molto bella, il clima è ancora fresco e io
non posso che esserne contenta. Tutti si rallegrano del ritorno della
Primavera, io no, io riesco solo a pensare all’inferno del clima
che avremo fra pochissimo tempo.
Ma adesso smetto di lamentarmi
e vi auguro un felice Equinozio di Primavera.
Sara
P.S. Oggi mi è venuto in mente Narciso, uno degli storici utenti di MaterTerra. Narci, se mi leggi ti ricordo con affetto.