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 THURISAZ Thurs Thorn Thauris (suono th)

29/7-18/8
Difendere i confini


T. è la fine dei giochi, della crescita, l’attesa, la stasi, lotta e conflitto, la quotidiana lotta per la sopravvivenza in un mondo ostile, T. è l’arma di difesa, è diventare guerrieri, è lottare per farsi spazio nel mondo e combattere contro il mondo che vuole riprendersi lo spazio. T. è forza e coraggio, ma anche violenza e odio, è conquista ma con solitudine e paura. È la sconfitta ma anche il prezzo troppo alto in caso di vittoria.

THURISAZ DIRITTA
Affrontare il nemico.
ORACOLO:” Questa notte sei al sicuro e un nuovo giorno comincerà per te”
PAROLE CHIAVE: PROTEZIONE e DIFESA, FERTILITÀ e RIGENERAZIONE, SOPRAVVIVENZA ALLE DIFFICOLTÀ, BISOGNO di AZIONE CORRETTIVA o GIUSTA DECISIONE.
T. DIRITTA rappresenta il potere della difesa, è energia difensiva contro ciò che ci minaccia, e ci mette in contatto con la nostra capacità di difendere e proteggere noi stessi.
L’estrazione di
T. ci fa capire che siamo ancora deboli e che è necessario rafforzare le nostre difese. La questione potrebbe riguardare il nostro spazio, le relazioni, gli interessi, i beni, la salute, il lavoro. È il momento di imparare a difendersi.
T. ci indica che siamo in grado di proteggersi dai nemici, T diritta è la vittoria sul male, sul caos e sul disordine della nostra vita, non è ancora pace ma certamente ordine ed efficienza.

T. Capovolta

La prudenza, la circospezione, la riflessione.
ORACOLO: “Non ti assopire sulle rive del lago, sia vigile la tua mente e acuto il tuo sguardo”
PAROLE CHIAVE: VULNERABILITÀ, CONFLITTO, LITIGIO, MALATTIA, PROBLEMI, CAOS, AGGRESSIONE, MALEVOLENZA, CAMBIAMENTO senza PREAVVISO, ATTACCO.
T. capovolta, ci avverte che siamo sotto aggressione e che dobbiamo rafforzare le nostre difese, è il richiamo alla realtà da un sonno che se prolungato potrebbe rivelarsi pericoloso.
Qualcuno si prende le nostre difese, invade i confini e non riusciamo a respingerlo, magari è qualcuno di cui ci fidiamo.
T ci invita a chiederci quale sia il problema e chi ci minaccia e dove, quale sia il conflitto che ci sta inseguendo.


USARE LA RUNA COME AMULETO
Thurisaz
rafforza le difese e ci protegge dai nemici, crea uno scudo difensivo e respinge gli attacchi. Ci invita alla calma, ad esaminare la nostra vita e a una pausa riflessiva, ci porta a modificare ciò che in noi non è più adeguato.
Sara

Studio le rune. Thurisaz

venerdì 4 dicembre 2020

Come ogni inverno, quando i lavori nell'orto si fermano, tutte le mie erbette sono state "trasformate" e riposte, ho riordinando la mia dispensa di erbe e resine e ho aggiornato le liste e gli erbari, ho pulito tutti i miei strumenti e ho riposto anche quelli, mi viene voglia di riprendere lo studio delle Rune, è un' assioma.
Va bene così.
Riprendo a scrivere anche qui qualcosina sui miei studi sulle Rune Futhark, non sono grandi approfondimenti, solo qualche ricerca un po’ schematica per ogni simbolo, per non dimenticarmene e per dare a qualcuno la possibilità di intraprenderne lo studio, magari in maniera molto più approfondita e metodica.
Se qualche seguace della “Via Nordica” passasse e trovasse errori nel modo in cui espongo i miei studi,
spero non si indigni e se volesse indicarmi i suddetti errori, sarei felice di potermi correggere.
Ricordo sempre che per documentarmi, oltre alla rete, ho usato
i libri di cui ho parlato qui

URUZ UR URUS (suono U) L’energia primordiale

14/7-28/7

URUZ, l’istinto di sopravvivenza, rappresenta il lato oscuro della natura e della realtà, è legata al culto della Dea Madre e riguarda maggiormente gli aspetti imprevedibili e distruttivi, gli aspetti delle vita che ci fanno soffrire, che sfuggono al nostro controllo, con cui dobbiamo imparare a fare i conti.

Se Uruz si riceve
DIRITTA, 

Oracolo
: “È tempo di conquistare il mondo”

Parole chiave: VALORE, CORAGGIO, AUDACIA, RICERCA, INIZIAZIONE, SFIDA, SPIRITO INDOMITO, BUONA SALUTE, MASCOLINIT
À CAPACITÀ di RESISTENZA o SOPPORTAZIONE, INDIPENDENZA, FORZA, AZIONE, VITALITÀ


U. è tutto ciò che è prevedibile e che fa fatica a cambiare, e che richiede molto coraggio per essere messo in ordine.
È il primo impatto con for
ze più oscure che nel corso delle prove della vita diventerà sempre più impegnativo.
L’estrazione di questa Runa ci mette in contatto con un’ enorme riserva di energia,
su cui fare affidamento nel momento del bisogno, ma è un’ energia difficile da controllare e gestire, che richiede esperienza e abilità.
U. diritta, ci indica che siamo in contatto con i nostri bisogni, si collega con la runa precedente FEHU mettendoci in condizione di utilizzare effettivamente l’energia dell’abbondanza per produrre un effettivo e significativo cambiamento della realtà.
U. È proprio la capacità di superare le prove, se stiamo pensando a un cambiamento a una trasformazione, a lasciar andare qualcosa di vecchio, U. Ci dice che siamo pronti, la forza vitale che ci sostiene è grande, e possediamo la determinazione necessaria per compiere l’impresa.

Se Uruz si riceve
CAPOVOLT
A,

Oracolo: “Ora è tempo di conquistare l’amato bene della libertà”
Parole chiave: VIOLENZA MASCHILE, DUREZZA, INSENSIBILITÀ, INAZIONE, ABUSO, CATTIVA SALUTE, RABBIA, FRUSTRAZIONE, DIPENDENZA.

Come abbiamo già detto, ricevere una Runa capovolta, indica che le qualità contenute nel segno, sono presenti nell'aspetto negativo, inespresso, bloccato.
U. Capovolta ci dice che abbiamo perso il controllo, che non riusciamo più a distinguere la realtà, tra luce e ombra, bene e male, può rappresentare un momento di disperazione, stanchezza,, perdita di senso.
Il consiglio è quello di fare una revisione delle proprie esperienze per individuare il blocco in corso.
Spesso ci teniamo dentro molte verità, non ci permettiamo di sentire nella loro pienezza, le emozioni come la tristezza e la rabbia e quindi implodiamo giorno dopo giorno, accumulando dentro di noi enormi quantità
di energia che può trasformarsi in disagio fisico e psichico.
U. Capovolta ci dice che c’è qualcosa dentro di noi che deve essere liberato, uscire, esprimersi, altrimenti si trasforma in energia distruttiva.
Fermarsi, calmarsi, respirare, ascoltare i proprio bisogni, capire cosa teniamo dentro
U. Capovolta ci insegna anche a diventare pazienti e perseveranti davanti alle difficoltà, a sviluppare umiltà e modestia.

In generale
URUZ ci insegna che dobbiamo diventare più forti del problema che ci sta di fronte, che dobbiamo trovare il coraggio di affrontare il nostro destino, e non soccombere sotto il peso della fatica e della stanchezza.

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USARE LA RUNA COME AMULETO
Dona energia, vitalità e forza di volontà, di fronte all’ostacolo aiuta a superare il dubbio e la paura, fornisce determinazione, per la realizzazione di un nuovo progetto, e da la forza di prendere importanti decisioni e farsi valere, da coraggio nell’intraprendere un nuovo lavoro, una nuova relazione e influenza la buona salute.

Aggiunte, correzioni, smentite, ogni contributo è fortemente desiderato e ben accetto.
Sara


Studio le Rune. Uruz

giovedì 3 dicembre 2020

All'inizio di ottobre, prima che grazie ad imprenditori e vacanzieri sardi ci rinchiudessero di nuovo entro i nostri comuni di residenza, in Accademia abbiamo fatto un Unguentorum un po' diverso dal solito che avevamo chiamato Halloween edition.
Uno degli argomenti di cui abbiamo parlato è stato l'uso della cenere in stregoneria.
Ecco come.

Innocente appare la cenere a coloro i quali sono digiuni di stregoneria.
Invece la cenere è un ingrediente magico che nasconde un grande potenziale: i suoi elementi sono Terra e Fuoco ma più Terra, le sue astralità dominanti sono la Luna in fase calante (come simbolo di estrema consunzione) e nuova e Saturno.
Semplice da reperire, discreta da utilizzare: chi mai sospetterebbe di Sarina intenta a pulire il camino?
Come polvere magica, la cenere ha diversi utilizzi: si va dal
BANDO e cioè rimuovere le negatività o allontanare persona
indesiderate, alla MALEDIZIONE, alla cosiddetta MAGIA NERA.
Il primo tipo di cenere che ci viene in mente è quella di camini e stufe a legna e cioè la:

I Cenere del Focolare
domestico, da sempre cuore pulsante della casa.
Essa è satura dell’energia e dell’essenza della famiglia e comprende chiunque abbia vissuto in quel posto, antenati, parenti deceduti, animali domestici compresi.
Con essa è possibile, tramite diverse pratiche:
-attirare la fortuna e la guarigione, la prosperità, la protezione, il benessere e invocare gli antenati.



-Praticare un tipo di divinazione che si annovera nella piromanzia; si consultano fiamme, braci e cenere, per ricevere segnali come lo spegnersi improvviso del fuoco, il separarsi della fiamma, o il fuoco azzurro, o la difficoltà ad accendersi, o la brace che brilla troppo, per poi l’indomani interpretare determinati disegni nella cenere. (come abbiamo fatto all’Equinozio)
-L’altra pratica importante da eseguire al focolare è l’offerta agli dei. In questo caso, ciò che deve raggiungere le divinità celesti, viene offerto attraverso le fiamme e il fumo, mentre ciò che deve raggiungere i regni inferi, si lascia consumare sulle braci e sulla cenere.
La cenere della propria casa è una cosa molto intima e non deve mai essere portata all’esterno si teme che in questo modo la famiglia possa perdere tutto ciò che è benessere, se una strega si appropriasse della cenere di un altra casa, sarebbe in grado di operare AMORE e MALEDIZIONE
Il secondo tipo di cenere di cui parliamo è la

II Cenere di Erbe
La c. ottenuta dalla combustione delle erbe serve a rendere il vegetale invisibile per occultarlo e somministrarlo più facilmente
La CdE può essere sparsa in un luogo, usata per imbottire sacchetti, bambole e cuscini, (o cucita nei vestiti), disciolte nelle pietanze o nelle bevande.
Certe volte invece, si bruciano per invertire il loro potere, per esempio una pianta guaritrice adeguatamente incantata e ridotta in cenere, causa l’esatto opposto delle sue proprietà, ma questa è un’evenienza rara usata in occasioni non proprio gioiose e benefiche.

III Cenere di oggetti
La c. di determinati oggetti come piume, nodi, peli, pergamena, ha semplicemente il potere degli oggetti stessi.


IV Il Sale
È chiamato anche cenere d’acqua, i riti della cenere d’acqua e la cenere stessa che se ne ricava, sono azioni potenti che dissolvono completamente e definitivamente qualcosa.

V La Cenere nell’inchiostro
Si aggiunge al nerofumo, al ferro-gallico o agli inchiostri ricavati da altre piante (Phytolacca), per scrivere sul proprio libro, per disegnare sigilli di protezione o invocazione, per tracciare pentacoli (come quando tracciamo cerchio e triangolo a Calenda)

Un accenno alla cenere di candele
Per ricollegarci alla preparazione dell’inchiostro, si può fare anche aggiungendo i resti di una candela accesa e lasciata consumare sui carboni ardenti.
Tracciare segni magici con la cenere ha anche la comodità che è facile nasconderli, su un pavimento è sufficiente una scopa, in Natura.. beh, ci pensa lei da se.


Ci sono ceneri di guarigione, esorcistiche, per fatture, legamenti e maledizioni, nonché la cenere del rospo per avverare i desideri, che richiedono ANNI di studi, conoscenze, tentativi e anche strumenti! In più, nel nostro tempo e alle nostre orecchie, tutto questo unito alle parole da pronunciare in queste pratiche, ormai suonano come ridicoli orpelli da B-Movie. 
Un esempio concreto e una pratica innocua per usare la cenere è quella di preparare il sale nero, di cui vi parlerò prossimamente:
Sara

Per il discorso fatto in Accademia e quivi riportato, la mia fonte era stata questo piccolo e-book comprato su Amazon:

Magia della cenere

martedì 17 novembre 2020

       

Con catoptromanzia, catottromanzia, o enottromanzia, “Divinazione con gli specchi”, intendiamo l'arte del divinare per mezzo di specchi (catoptromanzia), sfera di cristallo (cristallomanzia) e specchio d’ acqua oscura o pulita (idromanzia).
Leggere nel cristallo che ha da sempre affascinato la mente umana, prese nei secoli varie forme fra le quali la più comune in antico era quella di guardare entro un specchio concavo.
Spesso mi si chiede come è possibile avvicinarsi a questo tipo di pratica divinatoria.. La risposta è la medesima che do a riguardo dello studio di ogni pratica di questo tipo: non può esserci miglior giudice che lo sperimentatore stesso poiché il modo di concentrarsi dell'uno può risultare impossibile a un altro.

Durante la storia, anche le forme di divinazione con gli specchi sono passate sotto la disapprovazione del clero, difatti, intorno al 450 D.C. la chiesa di Roma decretò che qualunque cristiano il quale credesse esistere nello specchio uno spirito familiare, dovesse essere colpito da anatema e gli fosse proibito di tornare nel grembo della chiesa se prima non si fosse sottoposto a speciali penitenze.

In quell’ epoca si credeva che le visioni nel cristallo fossero di natura oggettiva, cioè che si formassero sulla superficie del “mezzo”, oggi siamo coscienti del fatto che ciò che vediamo sono riproduzioni delle immagini del pensiero del nostro subcosciente.
Nel 1332 un poeta persiano, Ibn Kaldoun era già arrivato a questa conclusione:

Alcuni credono che le immagini percepite con questo mezzo si formino sulla superficie dello specchio, ma sono in errore.
L'indovino fissa la superficie fino a che i suoi occhi non lo vedono più e una specie di nebbia si interpone fra essi e lo specchio.
È sopra questo velo che si disegnano le figure che egli desidera vedere, la percezione nasce dal suo intimo e non si trasmette agli occhi, bensì all'anima”.

Quindi, prima che alcun oggetto si renda visibile sul cristallo, un velo di nebbia biancastra ne intercetta la superficie e soltanto quando questa svanisce le visioni si fanno apparenti.
Il cristallo serve come aiuto per la memoria, anche per richiamare ricordi dimenticati, ma i poteri più comuni della visone nel cristallo sono la rappresentazione di cose o di fatti prodotti altrove in quello stesso momento.

Accade però anche, che durante il consulto si abbia già la mente già fissa sulla risposta che si desidera avere, e la forte intensità del desiderio ne imprime l'idea sull'atmosfera di pensiero trasformandosi poi in forma oggettiva quando si guarda il cristallo.
Vi sono persone le cui visioni nel cristallo prendono l'apparenza di scene e di persone a loro sconosciute, senza che si possa dare ad esse un’ interpretazione chiara.
Per farvi un esempio ecco un fatto successo tempo fa.
Un’amica mi pregò un giorno di vedere e darle notizie di una persona scomparsa e quasi immediatamente vidi un’ anziana signora che mi guardava con un sorriso di trionfo, aveva un naso assai prominente e un mento aguzzo, il suo viso era pieno di rughe, specialmente ai lati degli occhi, come se fosse sempre sorridente.
Portava uno scialletto bianco con un angolo nero e nonostante le rughe del viso, la facessero sembrare anziana, i suoi capelli erano di un castano perfetto.
L'immagine scomparve, e la mia amica mi disse che invece della persona scomparsa, ne avevo descritto la madre, che tutti in famiglia erano convinti che la vecchia signora si tingesse i capelli, poiché essi si mantenevano scuri quantunque avesse 82 anni.
Poi mi domandò se l'avessi veduta tanto bene da poterne distinguere la somiglianza in una fotografia del figlio, e io potei, senza la minima esitazione, scegliere proprio la fotografia giusta tanta era la somiglianza con l’ immagine della visione.
Uno degli interrogativi che ci si pongono quindi, è se si tratti o no di auto ipnosi: fino a che punto, i divinatori col cristallo sono auto ipnotizzati?
Il cristallo o la superficie lucente agisce forse sui nervi ottici in modo da produrre una specie di semi sonnolenza della coscienza normale e da far prevalere la personalità subcosciente?
Comunque gli effetti sembrano implicare sempre uno spostamento anormale del centro della coscienza

Un’ altra questione molto dibattuta è se, e fino a che punto, sia possibile vedere il futuro nel cristallo, oppure soltanto il passato ed il presente.
Penso che, a questo riguardo, dobbiamo riconoscere che quello che è possibile per altre forme di percezione fisica debba esserlo altrettanto per il cristallo, il quale, se si ammette la chiaroveggenza, non ha ragioni speciali per essere escluso.
Per soddisfare l'intima aspirazione di conoscere l'avvenire, in tutte le epoche vennero costruiti specchi magici di tutti i generi.
Ve ne furono di tutte le grandezze, composti di differenti metalli brillanti, in stagno levigato, in argento e in oro.
Alcuni si servivano di bocce di vetro, di cristallo, di forme sferiche, altri ancora erano composti di piante narcotiche, aromatiche, macerate in vasi di diaspro, riempiti d'acqua o di diverse composizioni.
Il famoso veggente Cagliostro ebbe il suo.

Possiamo fare una prima distinzione per quanto riguarda gli specchi magici e cioè specchi magici e specchi magnetici.
I primi avevano un valore e significato pratico, in epoche da noi lontane, quando esistevano ancora organizzazioni iniziatiche molto chiuse che trasmettevano oralmente dati tradizionali sicuri, permettenti di usare gli specchi descritti in modo speciale, in virtù di particolari influenze, e capaci di dare risultati soddisfacenti e qualche volta perfino prodigiosi.
Quanto agli specchi magnetici, essi avevano un valore particolare all'epoca dei cosiddetti “magnetizzatori”, individui che avevano la capacità di “caricare” particolari oggetti in modo, da “permearli” di forze speciali.


Idromanzia
Anche l’ idromanzia, cioè la visione entro uno stagno d'acqua oscura, ebbe seguaci fin dal nono secolo.
Fu anzi in quell’ epoca che l'Arcivescovo di Rheims attribuiva all’ opera del demonio tutte le visioni di questo genere specialmente quelle degli idromanti che, fissando le profondità oscure dell'acqua, cadevano in una specie di sonno ipnotico e asserivano di ricevere comunicazioni dagli spiriti degli abissi.
Nell'impossibilità di recarsi presso un pozzo d acqua stagnante o di una fontana di pietra dall'acqua limpidissima, si prenda un bacile e lo si riempia d'acqua fin quasi all'orlo e lo si collochi sopra un tavolo.
Si metta sotto il bacile un foglio di carta bianca abbastanza largo affinché nessun oggetto circostante si rifletta sul vetro.
Si fissi lo sguardo sull'acqua per una decina di minuti ispirandosi alla sola idea di dare al liquido la proprietà di rendere delle immagini.
Non si dovrà distogliere lo sguardo dalla superficie dell'acqua, questa attenzione è necessaria, diversamente è rotto l'incanto e ci vorrà un certo tempo per ricominciare l'esperienza.
Allorché la manifestazione si produce, si cade in una specie di trans molto superficiale che permette di vedere quadri “fluidici” sopra la superficie del liquido.
In principio si vedono vapori, poi delle nubi che si condensano e che producono dei paesaggi, e delle forme di tutti i tipi, a volte allegoriche, a volte figure umane a volte vi si inscrivono frasi intere.

Antichi rituali
Sin dai tempi antichi, il guardare nel cristallo a scopo divinatorio era preceduto da un rituale religioso molto complicato, che comprendeva invocazioni agli spiriti e alle forze dell’ aria.
Queste cerimonie preparatorie erano un mezzo di concentrazione, preparavano alla seduta divinatoria e avevano un ben preciso risultato pratico sulle visioni che apparivano nel Il metodo in uso a questo scopo è descritto in un manoscritto antico che fa parte della collezione Ashmoleall di Oxford.
Vediamolo per curiosità.
“Prima di tutto lo specchio od il cristallo deve esser messo nel sangue di una gallina bianca tre Mercoledì o Venerdì. Poi deve essere tolto, lavato con acqua santa e soffumigato (probabilmente intende fatto passare attraverso l’incenso).
Prendete poi tre bastoncini di nocciuolo o verghette di un anno, colle quali scriverete i nomi degli spiriti e che sotterrerete sotto una collinetta,. ove gli spiriti o le fate. sogliono adunarsi, il Mercoledì prima dell’ invocazione che desiderate fare: e quest’ invocazione farete poi il Venerdì seguente alle otto, alle tre, o alle dieci, quando i pianeti e le ore saranno più propizie.
Se qualche lettore desiderasse tentare la prova, .non deve dimenticare di fare l'invocazione col viso rivolto ad est, e star bene attento di non lasciar più libero lo spirito dopo che se ne sarà impossessato”.
(Non fatelo, non serve.)

Avere le visioni
Chi può leggere nel cristallo?
Concentrare il proprio sguardo sul cristallo riesce abbastanza facile, ma la maggioranza di chi tenta non riesce poi a vedere riflesso in esso che gli oggetti circostanti.
Uno degli esercizi utili a questa pratica si può fare mentre si sta leggendo una novella, una storia o una commedia, oppure qualcuno vi racconta qualcosa.
In questi attimi, siete in grado di evocare chiaramente nel vostro cervello le scene di questi fatti?
Li vedete mentalmente?

Fate ora una prova con queste due semplici domande tratte da un metodo appositamente scritto per queste pratiche:
-Re Alfredo sedeva a destra o a sinistra del focolare quando bruciò le ciambelle?
-Miranda aveva i capelli biondi o bruni?

E così via, con altre domande del genere.
Le visioni nel cristallo, infine, dipendono da altri due fattori molto importanti: la forma degli occhi e la facoltà di concentrazione che ognuno possiede e sono molte le difficoltà che si possono incontrare per l'acquisto di queste attitudini.

Ricordate solo due o tre consigli utili:
-Assumente una posizione di massima comodità prima di sedersi davanti al cristallo perché la mente non abbia ad essere distratta da nessuna impressione fisica di disagio.
-Mettete un panno nero come sfondo al cristallo in modo che gli oggetti circostanti si riflettano il meno possibile
-Voltate sempre le spalle alla luce.
-Non prolungate mai troppo la seduta se la prova non riesce.
-Guardate fisso il cristallo e aldilà del cristallo. Esso assumerà per le prime volte l'apparenza di un disco bianco che diventa sempre più chiaro a mano a mano che le visioni prendono forma.

Contemplazione della sfera di cristallo
La sfera di cristallo deve avere un diametro minimo di almeno 7 centimetri, ma sarebbe meglio fosse di almeno 10-12 centimetri.
Le sfere di cristallo di rocca sono molto costose, quando hanno queste dimensioni non sono perfettamente trasparenti e poiché inclusioni o incrinature possono alterare la visione, è meglio usare una sfera di vetro.
Potete usare un supporto, di legno o di metallo per reggere la sfera, oppure posarla direttamente sul tavolo, coperto da un panno nero.
Alcuni preferiscono tenere la sfera in mano, però senza toccarla direttamente, anche in questo caso la sfera va retta con la mano avvolta in un panno nero.
Una delle regole che presiedono a questa tecnica vuole che solo il veggente tocchi o contempli la sfera.
Quando non la usate, tenetela sempre coperta con il panno nero.
Un tempo, prima di passare alla contemplazione della sfera si compivano azioni magiche, questi rituali, spesso complicatissimi, servivano a creare l'atmosfera favorente la trance.

Prima di iniziare a fissare la sfera riscaldatela tenendola un poco fra le mani, non dimenticate il panno, la sfera non deve mai essere toccata direttamente.
Poi collocatela sul supporto o sul tavolo, allontanate gli oggetti che vi danno fastidio perché riflettono la luce o perché hanno un colore troppo forte.
Alcuni veggenti si collocano una sorgente luminosa dietro la schiena in maniera che il raggio di luce cada sulla sfera passando sopra la loro spalla, altri si siedono con le spalle a una finestra affinché illumini la sfera la luce del sole o della luna.
Questo, naturalmente, riduce notevolmente i periodi nei quali poter lavorare con la sfera di cristallo.
Portati a termine i preparativi, rilassatevi per qualche minuto e concentratevi sul vostro respiro.
Respirate più lentamente e più regolarmente possibile, poi guardate nella sfera, non dovete guardarla tutta ma fissare lo sguardo su un punto di essa.
Quando la visione sta per arrivare la sfera si « annebbia », diventa opaca o lattea.
Il processo che prepara l'avvento della visione può assumere anche altre forme: alcuni percepiscono determinati colori (sempre gli stessi), altri vedono nella sfera una specie di luce nera, si tratta di fenomeni sempre uguali in ogni seduta.
L'annebbiamento per lo più dura molto poco e quando la sfera ridiventa trasparente, appare la visione.
Non siate ansiosi, anche se l'annuvolamento non si dilegua o, una volta scomparso l'annuvolamento, la visione non compare, non preoccupatevi.
Spesso l'esperimento fallisce a causa del nervosismo e la paura dell'insuccesso mette in moto l'intelletto, il pensiero, la coscienza razionale, e lo stato di trance scompare.
Si può impedire l'instaurarsi di questi stati d'animo solo con un enorme sforzo di volontà e spesso la visione si manifesta quando ci si è già rassegnati a non vederla comparire e si sta per rinunciare all'impresa.
Tutto il processo avviene con il controllo del respiro.

Quando la sfera si appanna, concentratevi al massimo sul vostro respiro: respirate più lentamente e più regolarmente che potete; poi guardate nella sfera, però ricacciando pensieri ed emozioni.
Se, nonostante ciò, la visione non compare, probabilmente la visione si produrrà non nella sfera di cristallo ma davanti al vostro occhi spirituale.
Provate a chiudere gli occhi.
Avvertite una sensazione precisa?
Vedete la sfera di cristallo col vostro occhi spirituale?
Provate l'impulso irresistibile di parlare, o di scrivere?
Udite voci o assistete all'improvvisa comparsa di simboli?
Aspettate tranquilli e state attenti, poi prendete nota di ciò che avete sentito, visto o udito e mettetelo in rapporto con la domanda.
Se la visione non è particolarmente suggestiva o interessante, prendete nota dei dettagli apparentemente insignificanti.
La cosa più importante è avere pazienza e affrontare l'esperimento senza perdere la calma.

Per gli oracoli ottici non esistono schemi interpretativi fissi perché il significato della visione si rivela da sé all'osservatore.
Però esistono delle regole generali, secondo le quali la visione va collocata nel presente quando le immagini compaiono in primo piano, nel passato o nel futuro quando compaiono su] fondo della sfera.
Anche gli eventi del futuro prossimo, quelli che si verificheranno a pochi giorni di distanza dalla consultazione dell'oracolo, si manifestano in primo piano.
Nella metà sinistra della sfera gli avvenimenti si visualizzano sotto forma di simboli, nella metà destra nella loro forma concreta, reale.
Quando le immagini non sono nitide significa che non si conoscono bene i propri desideri e probabilmente si è influenzati dalla volontà di altre persone, oppure che nel problema di cui trattasi sono in gioco fattori che non si conoscono e sui quali non si può influire.

Dopo la seduta coprite la sfera col panno nero.
Potete anche avvolgerla in esso e riporla in una cassetta.
Alcuni veggenti dopo ogni seduta la lavano sotto l'acqua corrente per liberarla delle sostanze immateriali che potrebbero essersi raccolte sulla sua superficie. Secondo altri invece non bisogna assolutamente farlo.

Studiate su libri e internet, annotate i vostri lavori di divinazione con specchio, acqua e sfera, i successi e gli insuccessi, le vostre sensazioni e frustrazioni, solo con lo studio e la pratica si ottengono risultati.
Sara

Catoptromanzia (Divinazione con gli specchi)

mercoledì 11 novembre 2020

 

La capnomanzia (dal greco antico καπνός “fumo” e μαντεία “divinazione”),  è un metodo di divinazione praticata mediante l'osservazione del fumo e per quanto mi riguarda, unisce diverse mie passioni riguardanti la stregoneria, il fuoco, le misture che bruciano e la divinazione.
Spirali di fumo che escono da un buco nel tetto, da un tempio o da un teepee, hanno sempre indicato una via di fuga delle essenze dal tempo e dallo spazio, verso la libertà eterna.
La leggenda rappresenta l'anima umana avvolta in fiamme guizzanti che si trasforma poi in una spirale di fumo e sale verso gli Dei.
Il fumo è anche il simbolo della fugacità della vita.

Usi e costumi
In molte culture e in tutte le epoche si è usato bruciare incenso per invitare gli spiriti a rendere chiare le loro intenzioni, nel fumo che si formava si potevano leggere buoni o cattivi presagi.

Abbiamo imparato dai Nativi Americani la pratica di legare insieme alcune erbe per farne “smudge stick” che noi possiamo chiamare “bastoncini fumanti” o “sfumini” e usare il fumo per purificarsi, purificare gli ambienti, curare le persone malate, tenere lontane le contaminazioni.
Bruciare un ciuffo di erbe aromatiche legate insieme, sprigiona un profumo dolce e purificante che tiene lontane le forze “non desiderate”.

Divinare con il fumo
Uno dei modi di servirsi del fumo per conoscere la sorte, è accendere un piccolo fuoco soffocato, o gettare molto incenso su un carboncino ardente, in modo che faccia molto fumo.

Seduti e rilassati, chiudete gli occhi per qualche minuto concentrandovi sulla domanda che volete fare.
Inspirate profondamente, poi espirate proprio al centro del fumo, se il fumo si muove verso destra, la risposta potrebbe essere positiva, verso sinistra la risposta alla vostra domanda potrebbe essere “NO”, se il fumo sale verso l'alto, potrebbe essere che al momento, non c'è risposta alla vostra domanda.
Esercitatevi, rimanete in contemplazione delle reazioni del fumo, cercate di capire cosa vi sta indicando.
Risultati si ottengono unicamente con la pratica, il tenere appunti su di essa e lo studio degli stessi appunti.
Sara

PS Per ampliare questo argomento, in uno dei prossimi post, tratterò la "magia della cenere", di cui abbiamo parlato molto bene il 5 ottobre in Accademia, alla serata Ars Unguentorum "Halloween Edition".

Capnomazia

 FEHU, FE FEOH FAIHU (suono F) Il dono della vita

26/6 13/7

Il successo ti attende alla fine dell'impresa

Gratitudine, generosità, possesso, nutrimento, dono della natura.

F. è pace e serenità, abbondanza, armonia, unione con il cosmo, è senso di appartenenza alla Madre Terra.
È la fiducia e il successo, la perseveranza.

PAROLE CHIAVE
Fortuna, guadagno, sicurezza finanziaria, successo, fertilità, pace, nutrimento, cibo, condivisione.

Fehu rappresenta tutti gli aspetti positivi e fecondi della natura che è a servizio dell'uomo, una natura amica e accogliente. F. è corpo, casa, nutrimento, protezione e aiuto, che ci provengono dalla famiglia.
Se riceviamo F., bisogna considerare come ci si rapporta al concetto di prosperità e abbondanza, può anche indicare successo in amore e negli affari; un avanzamento di carriera o un momento improvviso di fortuna nelle difficoltà.

CAPOVOLTA

                 
La difficoltà, ostacolo, direzione sbagliata

"Non avere fretta di risolvere un problema, ma mettiti al sicuro e attendi il momento propizio”

PAROLA CHIAVE
Perdita, gelosia, invidia, avidità, fallimento, bancarotta, ingratitudine.

F. capovolta è ristrettezza, mancanza, insoddisfazione.
Lavorare molto ma non raggiungere gli obbiettivi, avere difficoltà a riconoscere il nostro proprio valore e a lasciare entrare le energie per gli obbiettivi.
F, capovolta ci dice che siamo sulla strada sbagliata, coviamo risentimento, proviamo rabbia e ci lamentiamo troppo.

USARE LA RUNA COME AMULETO
F. rappresenta il potere di attirare e generare prosperità e abbondanza. Protegge i beni, le proprietà e le persone amate. Può essere utilizzato per il consolidamento di una situazione economica, o di una relazione sentimentale. Ci aiuta a riconoscere il valore di noi stessi e ciò che veramente conta nella nostra vita, ci aiuta nella riuscita di nuove attività o di un progetto.

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Nei libri, ho trovato leggère differenze nell'interpretazione dei vari simboli, ho cercato di trovare un filo conduttore per non confondere le idee a me e a voi, un giusto compromesso per affrontare l'argomento in modo non troppo ampio ne astratto, ma più concreto possibile.
Aggiunte, correzioni, smentite, tutto il vostro contributo è molto ben accetto, non sono un'esperta ma la passione è grande e quindi, insieme, cercheremo le risposte.
S.

Studio le Rune. Fehu, la prima runa

sabato 7 novembre 2020

Parlando di Rune (Futhark) si tratta di argomento vastissimo, che non può certo essere liquidato con quattro nozioni, tre immagini e due giochi divinatori e che richiede studio e quindi tempo.

Ne possiedo diversi set: di legno, di sasso e di pietre semi-preziose, le ho studiate molto, capite meno e usate poco, ma non le ho mai abbandonate.
Avevo in casa due libri sulle rune:

Rune frammenti di Stelle” di S Benetton - Ed. Cerchio della Luna

É un libricino più che tascabile che, dopo una breve introduzione sull'esperienza dell'autrice con i simboli, riguarda un aspetto più meditativo che divinatorio, ma anche questo può essere di certo apprezzato.

Il nuovo libro delle rune” di R. Blum - Hobby&Work Italiana Editrice

                               

È decisamente più completo (conteneva anche un bel set di rune) anche se non esaustivo, fa un po’ di storia/mitologia/archeologia, prende in esame l'esperienza dell'autore con la meditazione ed infine l'oracolo vero e proprio.

Entrambi prendono in esame la venticinquesima runa, quella bianca/vuota detta “di Odino” e in entrambi c'è ancora il prezzo in Lire Italiane O_O

Quando, dopo così tanti anni ho riletto la sezione delle rune sul MaterTerra e ho preso in mano questi due libri per riscriverla, mi sono sembrati “inadeguati” e così mi sono procurata:
Runemal- Il grande libro delle rune di Carmignani Bellini - Ed. L'Età dell'Acquario

È un grosso librone che prende in considerazione l'argomento da molti punti di vista e che, per quanto mi riguarda (e mi serve), tratta l'argomento in modo fin troppo vasto. Leggendo diverse recensioni su altrettanti siti, c'è chi lo considera una bibbia indispensabile, chi lo crede inesatto: quale sia la verità, probabilmente non lo sapremo mai.
Il libro inizia con un'introduzione storica, quindi (la parte che mi ha interessato di più) mette in relazione le rune vichinghe (Futhark) con altri “alfabeti” indoeuropei.
Continua prendendo in considerazione altre notazioni “runiche” dilungandosi esageratamente su Antico Futhark, Futhork Anglosassone, Futhork Giovane, r. Gotiche, Ungheresi, Siberiane, Armaniche, Segrete e molte altre, includendo infine anche il Cirth, cioè la notazione inventata da Tolkien per le lingue dei suoi libri e qui devo dire che ho “storto un po’ il naso”..

La parte di descrizione dei simboli e degli archetipi associati che segue, è a dir poco poderosa, l'argomento viene sviscerato da molteplici angolazioni (storico/mitologico/religioso/meditativo/archetipico/tradizionale) e un'altra cosa che mi è piaciuta molto, è che nella descrizione dei simboli, l'autore usa un filo conduttore, come se un simbolo fosse il proseguimento dell'altro in una ipotetica visione della vita, dei problemi e delle motivazioni che ci spingono a risolverli per migliorarci.
Il libro non prende in considerazione la venticinquesima runa, nemmeno vi accenna.
Qualche tempo dopo, eravamo nella storica Libreria Esoterica Arethusa a Torino e mi cade l'occhio su:

Questo è un libro adatto a chi è più interessato alla parte delle tradizioni nordiche, piuttosto che alla studio delle rune.

Ma torniamo all'inizio.
Per un attimo mi sono chiesta se fosse il caso di continuare a studiare un argomento “apparentemente” nemmeno riconducibile alle tradizioni italiche, ma ma ma..

Da quando abbiamo avuto accesso a internet e quindi i nostri “orizzonti stregoneschi” si sono allargati, ho sempre avuto una speciale attrazione per questi simboli “nordici”, e con la nuova esperienza di studio, ho appurato che la mia insolita attrazione per l'esotico, non è poi così strampalata.

Però, solo per elaborare qualcosa di decente, non troppo scarno ne troppo vasto e particolareggiato per il primo simbolo, ci ho messo una settimana; terminare l’argomento in un solo post avrebbe richiesto un'eternità.
Quindi alla fine ho pensato che è meglio che condivida ogni mio “progresso” nello studio di questo “linguaggio”, in modo che chiunque abbia cognizione possa correggere, integrare e portare il proprio contributo/esperienza.

RUNE - FRAMMENTI DI STELLE

Al principio era il tempo:
Dio vi dimorava;
non c'era ne sabbia ne mare
ne gelide onde;
terra non si distingueva
ne cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba.

Edda Poetica - Profezia della veggente

Si narra che il Dio Nordico Odino, per apprendere l'arte delle rune e quindi la saggezza, immolò se stesso rimanendo appeso al frassino Yggdrasill, l'albero cosmico della vita (o del mondo), oscillando al vento per nove giorni e nove notti, ferendosi con il filo della sua stessa spada, quando dalle radici dell'albero, immerse in un pozzo di saggezza, ricevette le rune e che, disceso dall'albero e divenuto saggio a sua volta, le incise su legno, pietra, osso e zoccolo di cavallo.

In realtà le rune sono un antico alfabeto nordico giunte fino a noi grazie a numerosi ritrovamenti che vanno dalla Scandinavia a molte parti d'Europa sino a giungere nelle Americhe. Probabilmente i simboli non hanno mai dato vita ad una lingua parlata ma venivano usati per la divinazione, per incidere il metallo (elmi e spade) e grandi steli di pietra.
I sacerdoti tramandavo oralmente i loro segreti, quindi questi non sono sopravvissuti al tempo, in più, dal Medioevo in poi, con il definitivo tracollo del paganesimo, le rune vennero degradate dall'intolleranza religiosa e, aboliti e assorbiti gli antichi culti, feste e divinità, ad opera della demonizzante propaganda cristiana, le rune, insieme a scopa e calderone, diventarono i giocattoli delle streghe. UNA, SANTA, CATTOLICA E APOSTOLICA (…)

Pare quindi che, come si può immaginare, le rune derivino da simboli più antichi diffusi in ampie zone di tutta l'Europa da stanziamenti di popolazioni indoeuropee, nei cui simboli vi fu una radice comune, che furono uno l'evoluzione dell'altro, che i popoli viaggiavano e migravano e che portavano la propria notazione nel luogo dove andavano e che questa veniva assimilata ed adattata, che mutava e che a sua volta veniva diffusa.

Per quanto riguarda la notazione Futhark (acronimo delle iniziali delle prime sei rune: Fehu, Uruz, Thurisaz, Ansuz, Raido, Kenaz), che inizialmente era formato da ventiquattro segni e che è quella prevalentemente diffusa e usata oggi , vi sono diverse teorie: forse derivano dall'alfabeto fenicio, o forse da quello greco.. (Quando ho letto questo passaggio ho finalmente capito la mia insolita attrazione verso qualcosa di non italico. Sul libro di storia alle scuole medie, c'era uno specchietto con l'alfabeto fenicio e io lo avevo imparato per tenere i miei affari lontani dai curiosi..), ma più probabilmente derivano da una scrittura appartenente al gruppo delle cinque principali varietà di alfabeto italico settentrionale derivato dall'alfabeto etrusco.

E parlando di storia e mutazioni alfabetiche potremmo scrivere per ore, ma nemmeno questo è il mio intento e spiegarvi quale sia non è così facile.
Quando ho saputo dell'esistenza delle rune e le ho maneggiate per la prima volta, ho sentito subito il loro “potere magico”.
Sperimentare concretamente il vero presente, per la maggior parte di noi è estremamente difficile perché per nostra natura umana, sprechiamo buona parte della nostra esistenza soffermandoci sui rimpianti del passato e fantasticando sul futuro; eppure ci capita spesso di vivere il presente anche per brevi attimi, (ad esempio quando perdiamo un oggetto caro legato al passato, una fotografia, o delle pagine di diario), ma non ce ne rendiamo conto.
Quando camminiamo lentamente o guidiamo per lunghi tratti ci mettiamo quasi automaticamente a riesaminare idee e pensieri.. Poi all'improvviso ci “svegliamo”, molti chilometri dopo, senza nemmeno esserci resi conto del vento, degli alberi o di aver respirato l'aria.
Le rune mi danno il “potere” di ancorarmi al presente, di godere del momento temporale, di vedere e sentire ciò che mi sta attorno e quando ho imparato a farlo, ho capito cos'è veramente la magia. Le rune fanno si che il fruscio che sovrasta e confonde la mente, lasci il posto al silenzio che mi tiene ancorata all'attimo presente.
È un esercizio per niente semplice, che riesce solo se nella nostra vita spirituale ci consideriamo sempre e solo all'inizio e non desideria
mo continuamente correre avanti.
Quando infine sperimentiamo il vero presente, ci rendiamo conto che le cose, accadono qui e ora.

Perché io sono colei che è prima e ultima
Io sono colei che è venerata e disprezzata,
Io sono colei che è prostituta e santa,
Io sono sposa e vergine,
Io sono madre e figlia,
Io sono sterile eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono donna sposata e nubile,
Io son Colei che da alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono colei che consola dai dolori del parto.
Io sono sposa e sposo,
e il mio uomo nutrì la mia fertilità,
Io sono madre di mio padre,
io sono sorella e marito,
Ed egli è il figlio che ho respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono colei che da scandalo e colei che Santifica.

Inno ad Iside,
rinvenuto ad Nag Hammadi, Egitto,
risalente al III-IV secolo a.C.


CONSULTARE LE RUNE
E dopo tanta teoria (cosa in cui sono molto portata), a descrivere la pratica mi trovo in difficoltà, pertanto vado a sfogliare nuovamente i tre libri in mio possesso, e mi viene la faccetta con la bocca tutta curve tipo così: : -S

“Determinate ore del giorno.. ..incenso.. ..candele.. panno di velluto nero, viola, rosso, fucsia, leopardato.. ..preparazione psicologica/concentrazione/preghiera.. .. meditazione con i simboli.. ..respirazione..

Io credo una cosa sola: le rune non sono come i Tarocchi, non predicono il futuro, ma chiariscono la situazione al momento presente: solo quando nella nostra mente c'è il silenzio di cui sopra, allora si estrae il primo simbolo.
Una bella frase del secondo libro dice:” La runa giusta sa farsi riconoscere dalle mie dita"
Le domande da porre sono quelle che si riferiscono all'opportunità e/o alla tempestività di un'azione.
Per esempio, invece di chiedere: “Dovrei porre fine alla mia relazione?” Dichiarare: “Il problema ORA è la mia relazione”. Invece di chiedere: “Dovrei accettare questo nuovo lavoro?” Dichiarare: “Il problema ORA è il mio lavoro.
È questione di "focalizzare” il problema e non la domanda: pensateci, è MOLTO diverso.
Se non abbiamo un problema specifico, ma desideriamo un quadro generale della situazione, potremmo dichiarare: “Che cosa devo sapere IN QUESTO MOMENTO riguardo la mia vita ADESSO?” Di solito la risposta è istruttiva.

Lettura
Nove rune hanno la stessa lettura indipendentemente da come vengono estratte, le altre sedici si possono “ricevere” dritte  o  capovolte.
Ricevere una Runa capovolta, indica che le qualità contenute nel segno, sono presenti nell'aspetto negativo, inespresso, bloccato.
Per esempio, ricevere Ehwaz, la runa del movimento capovolta, sposta l'attenzione del consultante verso gli aspetti di quella situazione che potrebbero precludere qualunque movimento, oppure indicare che in quel momento è inopportuno muoversi o agire.
La comparsa di una runa capovolta non è motivo di allarme ma segnale che sono richieste cura ed attenzione nella nostra condotta, oppure che dobbiamo considerare alcuni aspetti della nostra vita o del nostro comportamento che fino ad ora abbiamo evitato.

Costruire le proprie rune?
Sull'onda di un attacco collettivo di faidate altamente infettivo e grazie anche al meraviglioso
sito della cara Baubo (che purtroppo non c'è più), per un po’ di tempo tutti hanno fatto la corsa a costruirsi il proprio set di rune. Potrebbe essere un'idea, ma in qualunque modo intendiamo farlo, deve essere un'occasione per il suddetto “ancoraggio al presente”.
Non vorrei però che l'ansia di non essere in grado di meditare, precludesse alla fine ogni nostra azione e ci facesse desistere dall'impresa qualunque essa sia.
Proviamo a considerare meditazione/concentrazione/ancoraggio al presente, anche azioni semplici come sottolineare la frase di un libro, curare una pianta, preparare la cena o lavare l'auto.  Realizzare il nostro set di rune può costituire una piacevole e profonda meditazione.

Tenere un diario
Non considero le rune un metodo divinatorio così facile da assimilare, come in tutte le cose ci vuole passione e dedizione, l'intuizione invece, secondo me si acquista solo con il tempo.
Quando si stabilisce una metodologia di lavoro con le rune e si hanno dei riscontri, è utile annotare e registrare le indicazioni che se ne ricevono. Tenere un diario durante il cammino della stregoneria (non solo sulle rune) è qualcosa che si consiglia sin da subito e che, almeno per quanto mi riguarda, può continuare per sempre (io, andando a cercare, so cosa ho fatto e che tempo faceva un giorno anche di molti molti anni fa). Giorno, ora, situazione generale della nostra vita in qual momento, estrazioni, breve interpretazione. Tenere questi dati ci consente di seguire e verificare la qualità dei progressi fatti nel corso del lavoro con le rune.

Una runa ci guida nella giornata
Estrarre una runa la mattina, registrarla sul diario e lasciare che ci faccia da guida nella giornata, annotare ciò che ne è derivato la sera.
Annotare tutto ci aiuta ad acquisire maggiore familiarità con l'oracolo e con il tempo ci consentirà di valutarne l'accuratezza nella sua funzione di guida. Una volta raggiunta una certa disinvoltura, si possono sperimentare metodi nuovi e/o più articolati.

Qui finisce questa lunga introduzione alla divinazione con le rune.
Ovviamente ci sarebbero decine di pagine da scrivere, ma non voglio di certo sostituirmi a chi studia la tradizione nordica e che quindi fa delle rune non solo un oracolo ma un archetipo della vita stessa. E sinceramente credo che il mio interesse sulle rune si esaurisca in questo modo (E menomale perché a scrivere questa introduzione ci ho messo “solo” otto giorni).

Continueremo questo viaggio un simbolo alla volta poi mi direte se le rune vichinghe non vi sono sembrate magiche.

Per la parte storico/mitologica mi sono servita dei tre libri citati all'inizio.

Sara


Rune futhark: libri e introduzione